Prestazioni chiave
Caratteristiche tecniche
Motore
- Cilindrata
- 599 cc
- Potenza
- 118.0 ch @ 12500 tr/min (86.8 kW)
- Coppia
- 66.7 Nm @ 9800 tr/min
- Tipo motore
- 4 cylindres en ligne, 4 temps
- Raffreddamento
- liquide
- Rapporto di compressione
- 13:1
- Alesaggio × corsa
- 67 x 42.5 mm
- Valvole/cilindro
- 4
- Alberi a camme
- 2 ACT
- Alimentazione
- Injection Ø 38 mm
Telaio
- Telaio
- périmétrique en aluminium
- Cambio
- boîte à 6 rapports
- Trasmissione finale
- Chaîne
- Sospensione anteriore
- Fourche téléhydraulique inversée Ø 41 mm, déb : 120 mm
- Sospensione posteriore
- Mono-amortisseur, déb : 135 mm
Freni
- Freno anteriore
- Freinage 2 disques Ø 280 mm, fixation radiale, étrier 4 pistons
- Freno posteriore
- Freinage 1 disque Ø 220 mm, étrier simple piston
- Pneumatico anteriore
- 120/65-17
- Pneumatico posteriore
- 180/55-17
Dimensioni
- Altezza sella
- 825.00 mm
- Serbatoio
- 18.00 L
- Peso
- 191.00 kg
- Peso a secco
- 161.00 kg
- Prezzo nuovo
- 10 699 €
Presentazione
Ti ricordi l’epoca in cui una 600 poteva essere una compagna quotidiana, quasi ragionevole sotto i 10.000 giri? Kawasaki, con la ZX-6R degli anni 2000, incarnava questo approccio: un motore che tirava, un’ergonomia accettabile, una macchina che potevi usare senza fare il pieno di caffeina. Nel 2004, con questa ZX-6RR, hanno deciso di voltare pagina. Bruscamente. Non è più una sportiva accessibile, è una macchina da corsa con gli indicatori di direzione, un concentrato di pista che viene a ricordarti che la categoria delle 600 era, originariamente, una questione di guerra in circuito.

Il primo contatto è una lezione di design. Sembra più compatta, più aggressiva della precedente, anche se l’interasse rimane identico. L’altezza della sella sale a 825 mm, la bolla è accorciata, i telai passano sotto il cannotto della forcella – tutto è fatto per segnalare un’intenzione racing. Sulla carta, gli 118 cavalli a 12.500 giri/min e i 66,7 Nm di coppia a 9.800 giri/min non sembrano rivoluzionari. Ma è nel modo in cui vengono erogati che tutto cambia.
Il motore è la rottura più netta. La vecchia ZX-6R aveva questa cortesia a basso regime, una capacità di viaggiare senza esigere un impegno totale. Questa RR, con il suo 4 cilindri in linea da 599 cc, non ha più questa civiltà. Sotto i 7.000 giri/min, è vuota, quasi molle. Bisogna maltrattarla, mantenerla nella zona alta del contagiri perché riveli il suo carattere. Tra 9.500 e 15.000 giri/min, si trasforma in una furia lineare e insaziabile. Kawasaki ha accorciato i rapporti del cambio a 6 velocità, chiaramente per ottimizzare l’uso in pista. La versatilità su strada è sacrificata; la ferocia in pista diventa l’unico credo.
Questo riposizionamento radicale è servito da un telaio che non trema mai. Il telaio perimetrale in alluminio e la forcella a steli rovesciati da 41 mm offrono una rigidità e una precisione che erano lo standard delle supersportive di questa generazione. A 191 kg a pieno carico, non è la più leggera, ma questa massa è ben posizionata. In curva, è di un’evidenza disarmante, stabile, prevedibile. La frenata, con i suoi due dischi da 280 mm davanti e pinze radiali, è di un’efficacia e di un feeling che non lasciano spazio al dubbio.

Ma questa perfezione tecnica ha un prezzo, nel senso letterale e figurato. A 10.699 euro all’epoca, si posizionava nella parte alta del mercato delle 600. E il suo pubblico? Non è più il viaggiatore che cerca una sportiva capace di viaggi, né l’urbano in cerca di stile. È il pistard, il appassionato di circuito che accetta di sacrificare tutta facilità per avere l’arma più affilata nella categoria. Confrontata a una Honda CBR600RR o una Yamaha YZF-R6 dello stesso periodo, è spesso più estrema nel suo approccio motore, meno conciliante con i bassi regimi.
La ZX-6RR 2004 è quindi un oggetto di dilezione per i puristi, un ritorno ai fondamentali della corsa. Kawasaki ha scelto di fare una macchina specializzata, quasi affilata, abbandonando il compromesso che aveva fatto il successo delle sue precedenti Ninja. È redondantemente efficace su un circuito, ma richiede un impegno totale del suo pilota. Non la monterai per andare a prendere il pane; la monterai per cercare il limite, e te lo darà, senza fronzoli. È una decisione coraggiosa, che ricorda che a volte, nella corsa al progresso, bisogna saper tornare all’essenza stessa dello sport meccanico.
Informazioni pratiche
- La moto est accessible aux permis : A
Recensioni e commenti
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