Prestazioni chiave
Caratteristiche tecniche
Motore
- Cilindrata
- 992 cc
- Potenza
- 92.0 ch @ 8000 tr/min (67.2 kW)
- Coppia
- 93.0 Nm @ 9300 tr/min
- Tipo motore
- V2, four-stroke
- Raffreddamento
- Air
- Rapporto di compressione
- 10.0:1
- Alesaggio × corsa
- 94.0 x 71.5 mm (3.7 x 2.8 inches)
- Valvole/cilindro
- 2
- Alberi a camme
- 1 ACT
- Alimentazione
- Injection. Marelli electronic fuel injection, 45mm throttle body
- Distribuzione
- Desmodromic valve control
- Avviamento
- Electric
Telaio
- Telaio
- Tubular steel Trellis frame
- Cambio
- 6-speed
- Trasmissione finale
- Chain (final drive)
- Frizione
- Wet multiplate with hydraulic control
- Sospensione anteriore
- Marzocchi 43mm usd forks
- Sospensione posteriore
- Twin shock absorbers with adjustable preload
Freni
- Freno anteriore
- Double disc
- Freno posteriore
- Single disc
- Pneumatico anteriore
- 120/70-R17
- Pressione anteriore
- 2.20 bar
- Pneumatico posteriore
- 180/55-R17
- Pressione posteriore
- 2.20 bar
Dimensioni
- Altezza sella
- 810.00 mm
- Interasse
- 1425.00 mm
- Serbatoio
- 15.00 L
- Peso
- 207.00 kg
- Peso a secco
- 185.00 kg
- Prezzo nuovo
- 10 300 €
Presentazione
A volte ci sono moto che arrivano troppo tardi, o troppo presto, e che finiscono per scomparire negli anfratti del catalogo senza aver convinto pienamente. La Ducati SportClassic GT 1000, quella del 2010, è un po' in questa categoria. Era l'ultima superstite della stirpe SportClassic, e forse la meno appariscente, ma non la meno affascinante. Si parla qui di una moto che voleva essere conciliante, un V2 elegante per chi sognava una Ducati vintage senza le restrizioni di un'autentica café racer.

Il suo cuore è un twin Desmo da 992 cc, raffreddato ad aria e bi-albero, una meccanica semplice e robusta che eroga 92 cavalli. Non è una belva, ma ha il carattere tipico delle Ducati di quest'epoca: una suppleness ingannevole ai bassi regimi che si trasforma in una voglia improvvisa di partire non appena il contachilometri si alza. La coppia è lì, presente, e la moto sale senza esitazioni fino agli 8000 giri dove dà il massimo. Con un peso dichiarato a 207 kg a pieno carico, non è una piuma, ma questo motore le dona una vivacità sufficiente per rendere i 220 km/h di velocità massima non una semplice chimera. È una moto disponibile, sempre pronta, ma che non vi terrorizza.
La filosofia della Ducati SportClassic GT 1000 è chiara: la versatilità. Si distingue dalle sue sorelle più radicali, la Sport o la Paul Smart, per un manubrio alto, una sella doppia confortevole e una sospensione a due ammortizzatori laterali. Il telaio Trellis in tubi d'acciaio e gli Marzocchi da 43 mm danno una base solida, a volte un po' troppo per una passeggiata tranquilla, ma che assicura un comportamento serio non appena il ritmo si accelera. I freni, un doppio disco all'anteriore e uno singolo al posteriore, sono efficaci senza essere iper-aggressivi. Il punto debole, secondo me, risiede nei suoi pneumatici. Dei 120/70 e 180/55 su 17 pollici, troppo larghi e troppo tondi per il suo carattere, che soffocano un po' la sua nervosità e appesantiscono la sterzata. È una scelta estetica che penalizza l'agilità.
In definitiva, questa GT 1000 si posiziona come una moto da turismo classica a carattere italiano. Voleva fare da ponte tra una Monster e una ST, ispirandosi alla 750 GT del 1970. Per 10300 euro all'epoca, offriva un'alternativa stilosa alle neo-retro giapponesi. Il suo pubblico? Il viaggiatore che vuole un po' di stile vintage senza gli svantaggi, o il Ducatista che cerca una seconda moto più tranquilla. Non aveva l'aura eroica delle altre SportClassic, ma era probabilmente la più facile da vivere quotidianamente. Una moto che, nonostante i suoi piccoli difetti, aveva del fascino e un'onesta sincerità meccanica. Peccato che non abbiano saputo trovare il suo posto.
Informazioni pratiche
- La moto est accessible aux permis : A
Recensioni e commenti
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