Prestazioni chiave
Caratteristiche tecniche
Motore
- Cilindrata
- 1000 cc
- Potenza
- 215.0 ch (158.1 kW)
- Tipo motore
- 4 cylindres en ligne, 4 temps
- Raffreddamento
- liquide
- Alesaggio × corsa
- 76 x 55,1 mm
- Valvole/cilindro
- 4
- Alimentazione
- Injection Ø 46 mm
Telaio
- Telaio
- Double poutre aluminium composite type Diamond
- Cambio
- boîte à rapports Boîte 6 vitesses kit HRC
- Trasmissione finale
- Chaîne
- Sospensione anteriore
- Fourche téléhydraulique inversée WP Ø 43 mm
- Sospensione posteriore
- Monoamortisseur WP
Freni
- Freno anteriore
- Freinage 2 disques Ø 320 mm, fixation radiale, étrier 4 pistons
- Freno posteriore
- Freinage 1 disque Ø 220 mm, étrier simple piston
Dimensioni
- Serbatoio
- 22.00 L
- Peso a secco
- 166.00 kg
- Prezzo nuovo
- 100 000 €
Presentazione
Cos'è successo al team Ten Kate nel 2009? Dopo stagioni in cui la squadra olandese faceva tremare la concorrenza in Superbike, la CBR 1000 RR Factory è sembrata giocare in secondo piano, quasi all'ombra delle Ducati e delle Yamaha che monopolizzavano i podi. Eppure, non fatevi ingannare: questa macchina resta una belva da circuito, frutto di un know-how che poche strutture private possono vantare. Ten Kate è la scuderia che ha saputo trasformare una sportiva giapponese di serie in un'arma da guerra omologata, capace di sfiorare i 300 km/h in fondo al rettilineo. E questo, anche in una stagione sottotono, impone rispetto.

Sotto la carenatura, il quattro cilindri in linea da 999,8 cc è stato rilavorato con la minuzia di un orologiaio. Le quote restano quelle del blocco Honda, 76 mm di alesaggio per 55,1 mm di corsa, ma il kit HRC cambia le carte in tavola. Il cambio a sei marce specifico, la preparazione motore spinta: si parla qui di 215 cavalli, una cifra che colloca questa CBR al livello delle migliori del lotto Superbike dell'epoca. Il tutto alloggiato in un telaio a doppia trave in alluminio di tipo Diamond che pesa 166 kg a secco. È leggero, è rigido, è esattamente ciò che serve per pennellare le curve di Phillip Island o aggredire le frenate di Monza.
Sul fronte ciclistica, Ten Kate non ha lesinato. Le sospensioni WP, forcella rovesciata da 43 mm all'anteriore e monoammortizzatore al posteriore, offrono una base di regolazioni raffinata, pensata per la guida di alto livello. La frenata segue la stessa logica: due dischi da 320 mm con pinze radiali a quattro pistoncini all'anteriore, un disco da 220 mm al posteriore. Materiale da corsa, senza compromessi. Il serbatoio da 22 litri permette di coprire un'intera distanza di gara senza calcoli al millimetro, un dettaglio che conta quando ogni secondo ai box si paga caro in classifica.
Certo, a 100 000 euro, non si parla più di una moto alla portata di tutti. Questo prezzo la riserva ai team impegnati in campionato o ai collezionisti facoltosi che vogliono un pezzo di storia della Superbike. Di fronte a lei, la Ducati 1098 R dominava il lotto con il suo twin sovralimentato, mentre la Yamaha YZF-R1 di Spies cresceva in potenza. La Honda Ten Kate, nonostante il suo palmarès e la solidità della sua struttura, ha mancato di quel piccolo supplemento di sviluppo che fa la differenza al massimo livello. Il potenziale c'era, i risultati non sempre hanno seguito.
Questa CBR 1000 RR Factory Ten Kate 2009 resta comunque una testimonianza preziosa di ciò che può produrre la collaborazione tra un costruttore giapponese e un team europeo appassionato. Incarna un approccio artigianale alla competizione, in un'epoca in cui i budget dei team factory cominciavano già a scavare un divario difficile da colmare. Per chi si interessa alla storia della Superbike, è una macchina che merita ben più della discrezione con cui ha chiuso quella stagione.
Recensioni e commenti
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