Prestazioni chiave
Caratteristiche tecniche
Motore
- Cilindrata
- 748 cc
- Potenza
- 110.0 ch @ 11000 tr/min (80.9 kW)
- Coppia
- 73.5 Nm @ 8200 tr/min
- Tipo motore
- In-line four, four-stroke
- Raffreddamento
- Liquid
- Rapporto di compressione
- 11.3:1
- Alesaggio × corsa
- 68.4 x 50.9 mm (2.7 x 2.0 inches)
- Valvole/cilindro
- 4
- Alberi a camme
- 2 ACT
- Alimentazione
- Injection
- Distribuzione
- Double Overhead Cams/Twin Cam (DOHC)
- Accensione
- Digital
- Avviamento
- Electric
Telaio
- Telaio
- Diamond, high-tensile steel
- Cambio
- 6-speed
- Trasmissione finale
- Chain (final drive)
- Sospensione anteriore
- 41mm cartridge fork
- Sospensione posteriore
- UNI-TRAK® linkage with four-way rebound and seven-way spring preload adjustability
Freni
- Freno anteriore
- Double disc
- Freno posteriore
- Single disc
- Pneumatico anteriore
- 120/70-ZR17
- Pressione anteriore
- 2.50 bar
- Pneumatico posteriore
- 180/55-ZR17
- Pressione posteriore
- 2.90 bar
Dimensioni
- Altezza sella
- 815.00 mm
- Interasse
- 1425.00 mm
- Altezza da terra
- 165.00 mm
- Larghezza
- 780.00 mm
- Altezza
- 1039.00 mm
- Serbatoio
- 18.16 L
- Peso
- 219.00 kg
- Peso a secco
- 195.00 kg
- Prezzo nuovo
- 6 999 €
Presentazione
Era il 2005 quando fece la sua comparsa con un'aria di déjà-vu, ma con quel qualcosa in più. La Kawasaki Z 750 S, è la storia di un roadster puro e duro che ha voluto concedersi una bellezza per la strada. Prendete la base esplosiva della Z 750, innestatole una testa del cannotto e una coda in stile ZX-10R, e ottenete questa proposta ibrida a 6999 euro. L’idea era semplice: mantenere l’anima di un motore da 748 cc che sprigiona 110 cavalli a 11000 giri, offrendo al contempo una certa protezione per i tragitti un po’ più lunghi. Sulla carta, la manovra sembrava logica, quasi ovvia.

In sella, la prima sensazione è quella di una familiarità rassicurante. Il telaio in acciaio e il quattro cilindri in linea da 73,5 Nm di coppia sono quelli della versione naked. Questo motore rimane una delizia, con un carattere ben temprato che si risveglia francamente a partire da 5000 giri per s’involontare con una rabbia tutta Kawasaki al di là di 8000. È qui il suo punto di forza rispetto a concorrenti più piccole: ha coppia, tira senza forzare, e non si è costantemente alla ricerca del rapporto. Rispetto a un roadster puro, questa Z 750 S guadagna in versatilità senza perdere mordente.
Ma questa trasformazione in “tours” ha i suoi limiti. Il piccolo carenatore e la bolla apportano una protezione corretta fino a 150 km/h per un pilota di taglia media, è innegabile. La posizione, con un manubrio rialzato e ravvicinato, solleva i polsi e invita ai chilometri. Eppure, la magia opera meno immediatamente che con la versione naked. Sembra un po’ più saggia, un po’ meno incisiva in entrata di curva. Bisogna sollevarla, accarezzarla per farle rendere la sua anima giocosa. E in caso di pioggia, dimenticate: le linee del carenatore dirigono l’acqua dritto sui ginocchi. Un dettaglio, ma rivelatore di una conversione in mezza tinta.
A chi è rivolta, alla fine? Al pilota che vuole il carattere di un roadster sportivo senza gli svantaggi del tutto-nuo su autostrada. A chi cerca una Kawasaki Z 750 S usata affidabile e più confortevole della base. Non è la moto ultima per il grande viaggio, la sella rimane dura e i poggiapiedi passeggero sono mal posizionati, ma schiacciata volentieri i chilometri sulle strade secondarie. Nel 2006 o 2007, la sua evoluzione fu minima, confermando questa ricetta. Oggi, un test della Kawasaki Z 750 S potrebbe convincervi: è una macchina di carattere che ha tentato il compromesso, con i punti di forza e le debolezze che questo implica. Non perfetta, ma diabolamente coinvolgente.
Informazioni pratiche
- La moto est accessible aux permis : A
Recensioni e commenti
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