Prestazioni chiave
Caratteristiche tecniche
Motore
- Cilindrata
- 1584 cc
- Coppia
- 126.0 Nm @ 3500 tr/min
- Tipo motore
- V2, four-stroke
- Raffreddamento
- Air
- Rapporto di compressione
- 9.2:1
- Alesaggio × corsa
- 95.3 x 111.1 mm (3.8 x 4.4 inches)
- Valvole/cilindro
- 2
- Alimentazione
- Injection. Electronic Sequential Port Fuel Injection
- Distribuzione
- Overhead Valves (OHV)
- Avviamento
- Electric
Telaio
- Telaio
- Mild steel; tubular frame; two-piece stamped and welded backbone; cast and forged junctions; twin downtubes; bolt-on rear frame.
- Cambio
- 6-speed
- Trasmissione finale
- Belt (final drive)
- Frizione
- Wet, multiplate
- Sospensione anteriore
- 41.3mm telescopic
- Sospensione posteriore
- Air-adjustable
- Escursione anteriore
- 117 mm (4.6 inches)
- Escursione posteriore
- 76 mm (3.0 inches)
Freni
- Freno anteriore
- Double disc. 4-piston fixed caliper
- Freno posteriore
- Single disc. 4-piston fixed caliper
- Pneumatico anteriore
- 130/80-B17
- Pneumatico posteriore
- 180/65-B16
Dimensioni
- Altezza sella
- 693.00 mm
- Interasse
- 1612.00 mm
- Lunghezza
- 2413.00 mm
- Serbatoio
- 22.70 L
- Peso a secco
- 351.50 kg
Presentazione
Ecco la traduzione in italiano:

Motorcycle: Harley-Davidson FLHR Road King (2011)
Allora, parliamo di una Harley-Davidson FLHR Road King del 2009. Questa moto non è un semplice accessorio, è una dichiarazione. Un manifesto stradale in metallo verniciato e cromature. Quando la guardi, con il parabrezza, le borse laterali in pelle rigida, il grande faro e i poggiapiedi, comprendi immediatamente il suo pedigree. Non viene da nessuna parte, è l'erede diretta dei modelli che hanno forgiato la leggenda, come la Harley-Davidson FLHR Road King 1998 o la Road King 2000, riprendendo il testimone della prima generazione lanciata nel 1997. Non cerca di essere moderna, è l'essenza stessa del touring americano.
Il cuore di questa dichiarazione è un V2 da 1584 cc, un Twin Cam 96 che eroga 71 cavalli e una coppia di 131 Nm a 3500 giri. Sulla carta, questo può sembrare modesto rispetto ad alcuni mostri europei. Ma su strada, è un'altra storia. Questo motore non vibra, pulsa. Non gira, respira. La potenza è lì, lineare, pronta a spingere, ma l'esperienza è sensoriale. Il cambio a sei marce innesta con un'autorità meccanica che ricorda gli antenati, e con questa coppia, puoi inserire la sesta a 90 km/h e lasciare che il cruise control, una gradita innovazione su questa generazione, prenda il sopravvento. La velocità massima si aggira intorno ai 160 km/h, non è un razzo, ma il suo ambiente ideale è l'autostrada a due cifre e le infinite strade nazionali. Con un serbatoio di quasi 23 litri e un consumo ragionevole, l'autonomia è un vero e proprio argomento a favore del viaggiatore che vuole esplorare il paese senza fretta.
Ma questa Road King, con i suoi 345 kg a pieno carico, impone la sua presenza fisica. Rialzarla dal cavalletto centrale richiede una buona spinta, e questo cavalletto stesso, ben nascosto, non è il più facile da maneggiare. L'altezza della sella di 715 mm è accessibile, ma la massa è palpabile. Paradossalmente, una volta in movimento, questa massa diventa un vantaggio. La stabilità è fenomenale, ancorata da un interasse di 1625 mm. Il telaio in acciaio e la sospensione posteriore ad aria regolabile offrono una guida sicura. Puoi letteralmente rimanere fermo al semaforo senza appoggiare il piede, grazie a questa inerzia ben gestita. I freni a disco singoli con ABS, pur non essendo eccessivi, sono sufficienti per una moto che privilegia l'anticipazione. È una moto che ti chiede di domarla fisicamente all'avvio, ma che ti ricompensa con una placidità regale non appena gli pneumatici 130/80 e 180/65 iniziano a rotolare.
A chi è rivolta? Non è per il pistard in cerca di numeri, né per il principiante intimidito dal suo peso e dalla sua lunghezza. È per il viaggiatore che comprende che il viaggio è uno stato d'animo, non una corsa. Per chi vuole una presenza, un'aura, e una capacità di assorbire i chilometri senza stress. È l'antitesi della sportiva. I suoi punti di forza sono il suo carattere indelebile, le sue dotazioni complete integrate fin dall'origine, e questa sensazione di guidare un monumento. I suoi punti deboli sono gli inevitabili compromessi di una tale filosofia: la massa, il calore del motore a minimo, una meccanica che parla forte e chiaro. Confrontata con una Honda Gold Wing o una BMW K 1600, offre meno tecnologia e prestazioni pure, ma più identità e sensazione pura.
In sintesi, la FLHR Road King 2009 non è una moto che si critica con grafici di performance. La si prova con i sensi. Rappresenta una scelta. Quella di privilegiare l'esperienza sulla statistica, la strada sulla pista, lo stile sull'efficienza. Non è perfetta, è autentica. E per alcuni, questo vale molto più di qualche cavallo o chilogrammo in meno. Rimane, nella linea dei suoi predecessori degli anni 1997-2000, la custode di un certo spirito del viaggio in moto. Uno spirito in cui ci si prende il tempo, dove la macchina è un compagno di viaggio imponente e fedele, e dove ogni chilometro è una celebrazione della libertà su due ruote.
Recensioni e commenti
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