Prestazioni chiave
Caratteristiche tecniche
Motore
- Cilindrata
- 996 cc
- Potenza
- 123.0 ch @ 9500 tr/min (90.5 kW)
- Coppia
- 99.0 Nm @ 7000 tr/min
- Tipo motore
- Bicylindre en L à 90°, 4 temps
- Raffreddamento
- liquide
- Rapporto di compressione
- 11.5:1
- Alesaggio × corsa
- 98 x 66 mm
- Valvole/cilindro
- 4
- Alimentazione
- Injection Ø 50 mm
Telaio
- Telaio
- treillis tubulaire en tube d\'acier
- Cambio
- boîte à 6 rapports
- Trasmissione finale
- Chaîne
- Sospensione anteriore
- Fourche téléhydraulique inversée Showa Ø 43 mm, déb : 120 mm
- Sospensione posteriore
- Mono-amortisseur Öhlins, déb : 130 mm
Freni
- Freno anteriore
- Freinage 2 disques Ø 320 mm, étrier 4 pistons
- Freno posteriore
- Freinage 1 disque Ø 220 mm, étrier 2 pistons
- Pneumatico anteriore
- 120/70-17
- Pneumatico posteriore
- 180/55-17
Dimensioni
- Altezza sella
- 790.00 mm
- Serbatoio
- 17.00 L
- Peso a secco
- 187.00 kg
- Prezzo nuovo
- 22 850 €
Presentazione
Chi si ricorda ancora di Carl Fogarty, casco avvitato in testa, che inanellava vittorie in World Superbike al manubrio della sua Ducati rosso sangue? È precisamente da questa stirpe che discende la 996 SPS, versione definitiva di una sportiva italiana che si rifiutava di giocare secondo le regole degli altri. Nel 2001, Ducati proponeva con questa SPS una moto che flirtava apertamente con il regolamento di omologazione. Il bicilindrico a L di 90°, 996 cc, sputava 123 cavalli a 9500 giri/min grazie ad alberi a camme dal profilo affilato come un rasoio e una doppia iniezione che alimentava ogni cilindro con una precisione chirurgica. La coppia di 99 Nm disponibile già a 7000 giri/min vi inchiodava alla sella con una brutalità che solo un twin desmodromico sa offrire. Non era una potenza liscia e asettica alla giapponese. Era un pugno nello sterno, accompagnato da vibrazioni che risalivano fino ai polsi.

La scheda tecnica della Ducati 996 SPS somiglia a un ordine per una macchina da paddock. Sospensioni Öhlins al posteriore, forcella rovesciata Showa da 43 mm all'anteriore con 120 mm di escursione, frenata affidata a pinze Brembo a quattro pistoncini che mordevano dischi flottanti da 320 mm. Il telaio a traliccio tubolare in acciaio, firma di casa fin dalla 851, offriva una rigidità e una precisione di traiettoria che i telai perimetrali in alluminio dell'epoca faticavano a eguagliare. Aggiungete il carbonio su parafanghi e protezioni, e ottenevate una macchina di 187 kg a secco che si infilava nei cambi di direzione rapidi con l'agilità di una 600. L'altezza sella di 790 mm restava accessibile, ma non fatevi ingannare: questa moto pretendeva un pilota che sapesse cosa stava facendo.
Di fronte alla concorrenza del 2001, la 996 SPS giocava in una categoria a parte. La Honda VTR 1000 SP1 puntava alla stessa nicchia ma con un approccio più civilizzato. La Yamaha R1 proponeva più cavalli a un prezzo decisamente inferiore. Eppure, nessuna di queste macchine procurava quella sensazione grezza, quel dialogo permanente tra il pilota e la meccanica che solo il twin italiano sapeva intrattenere. Il cambio a sei rapporti, ricalcato su una scalatura da competizione, innestava le marce con una nettezza meccanica godibile. E quando il contachilometri saliva verso i 270 km/h di punta, il piccolo serbatoio da 17 litri ricordava crudelmente che questa italiana aveva la sete delle sue ambizioni.
Il prezzo, parliamone. A 22 850 euro nel 2001, la Ducati 996 SPS costava una fortuna. Era il prezzo di una piccola automobile, per una moto che vi divorava un treno di gomme in 120/70 e 180/55 in poche uscite in pista. Oggi, trovare una 996 SPS usata è una caccia al tesoro. I modelli marchiati Fogarty, in particolare, raggiungono quotazioni che farebbero impallidire un collezionista di Porsche. La Ducati 996 SPS Pista, ancora più rara, si tratta a cifre stratosferiche quando si degna di apparire sul mercato. Per chi cerca una Ducati 996 SPS in vendita, pazienza e portafoglio ben fornito sono le due qualità richieste.
Questa Ducati non era una moto ragionevole. Non lo è mai stata e non lo sarà mai. È proprio questo che fa il suo fascino venticinque anni dopo. La 996 SPS rappresenta un momento preciso della storia motociclistica, quello in cui Bologna costruiva sportive con le viscere piuttosto che con i fogli di calcolo Excel. Un rapporto di compressione di 11.5:1, misure supequadre di 98 x 66 mm, quattro valvole per cilindro: ogni scelta tecnica tradiva un'ossessione per la prestazione pura. Non era fatta per tutti. Era fatta per chi accettava di soffrire un po' per toccare qualcosa di grande.
Informazioni pratiche
- La moto est accessible aux permis : A
Recensioni e commenti
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