Prestazioni chiave
Caratteristiche tecniche
Motore
- Cilindrata
- 739 cc
- Potenza
- 76.0 ch @ 9500 tr/min (55.5 kW)
- Coppia
- 62.8 Nm @ 7500 tr/min
- Tipo motore
- In-line four, four-stroke
- Raffreddamento
- par air
- Rapporto di compressione
- 9.5 : 1
- Alesaggio × corsa
- 66 x 54 mm
- Valvole/cilindro
- 2
- Alberi a camme
- 2 ACT
- Avviamento
- Electric
Telaio
- Telaio
- Double berceau en tubes d’acier
- Cambio
- 5-speed
- Trasmissione finale
- Chain (final drive)
- Sospensione anteriore
- Fourche téléhydraulique Ø 41 mm, déb : 130 mm
- Sospensione posteriore
- Mono-amortisseur, déb : 130 mm
Freni
- Freno anteriore
- Dual disc
- Freno posteriore
- Single disc
- Pneumatico anteriore
- 120/70-17
- Pressione anteriore
- 2.50 bar
- Pneumatico posteriore
- 160/60-17
- Pressione posteriore
- 2.50 bar
Dimensioni
- Altezza sella
- 815.00 mm
- Serbatoio
- 22.00 L
- Peso
- 220.00 kg
- Peso a secco
- 202.00 kg
- Prezzo nuovo
- 6 097 €
Presentazione
Si si cerca una moto semplice, efficace, senza complicazioni, con un vero carattere meccanico. Ci si rivolge spesso ai 600 quattro cilindri, ma esiste un'alternativa che parla alle mani e al cuore: la Kawasaki ZR-7. Questa macchina, apparsa intorno al 1999 e prodotta fino al 2004, è una proposta differente nel mondo dei roadster. Non corre dietro ai cavalli, coltiva la coppia.

Il segreto è nel suo motore. Un quattro in linea da 739 cm3, ma con solo due valvole per cilindro. Questa architettura, di una semplicità quasi arcaica, le conferisce un temperamento unico. Con 76 cavalli a 9500 giri/min e 62,8 Nm di coppia a 7500 giri/min, non abbaglia sulla carta rispetto a una Hornet 600 o una Fazer. Ma su strada, è un'altra storia. La potenza è lì, con un massimo dichiarato di 210 km/h, ma la vera ricchezza è nei medi regimi. Tira con una generosità e una linearità che i motori più sofisticati, più performanti, non offrono. È un motore che lavora senza fronzoli, che vi dispensa di giocare costantemente con il cambio. Per un novizio o un viaggiatore che preferisce la fluidità alla frenesia, è un punto di forza. Il sistema K-tric, che ottimizza l'accensione, contribuisce a questa sensazione di facilità. È una meccanica che ha del passato, visibile nelle sue alette di raffreddamento, e che apporta quel piccolo plus nostalgico tanto ricercato oggi dagli amanti del café racer. Numerosi kit esistono per trasformare una Kawasaki ZR-7 usata in una macchina personalizzata in questo stile.
Questa generosità meccanica è servita da una parte-ciclo onesta. Il telaio a doppia culla in tubi d'acciaio e la forcella da 41 mm danno un'assenza solida. Con 220 kg a pieno carico e una sella a 815 mm, la moto si mostra maneggevole e accessibile. In città, si insinua senza eccessiva pesantezza. Su strada, il traino anteriore è preciso, la stabilità ispira fiducia per concatenare le curve con un ritmo progressivo. Attenzione però, i poggiapiedi sono un po' bassi e possono servire da paravento se cercate davvero l'inclinazione. Su una strada sconnessa, il posteriore, con il suo mono-ammortizzatore e 130 mm di escursione, può diventare un po' giocoso, richiedendo una guida misurata. I freni, due dischi all'anteriore e uno al posteriore, sono progressivi e di una potenza sicura, senza essere eccessivi. È una moto che incoraggia la serenità piuttosto che l'attacco frontale.
Il posizionamento della Kawasaki ZR-7 era chiaro: un'alternativa alla gamma media, proposta per un prezzo simile a una Suzuki Bandit 600 all'epoca. Si inseriva tra l'ER-5 e la ZRX 1100 nella gamma Kawasaki. Il suo pubblico? Quello che vuole una moto quotidiana semplice, affidabile, con un vero carattere motore, senza la complessità o il prezzo di una macchina ultramoderna. È anche un'ottima base per un progetto, grazie alla sua meccanica robusta e al suo telaio classico. Per i viaggiatori, la versione S, con il suo carenatura testa albero, era un'opzione più protettiva. Oggi, trovare una Kawasaki ZR-7 usata è un'ottima affare per chi cerca un roadster autentico. La sua scheda tecnica mostra una moto ben equipaggiata con un serbatoio da 22 litri, un vano sotto la sella, dei ganci. Si può rimpiangere alcune scelte, come l'abbandono della regolazione della catena per eccentrici nelle ultime versioni. Ma il suo lato semplice e ludico rimane il suo miglior argomento. Forse non ha il carisma appariscente di una moderna, ma ha una personalità meccanica che parla a coloro che comprendono l'essenza di una moto.
Informazioni pratiche
- La moto est accessible aux permis : A
Recensioni e commenti
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