Prestazioni chiave
Caratteristiche tecniche
- Potenza
- 60.0 ch @ 9500 tr/min (43.8 kW) → 60.0 ch @ 8250 tr/min (43.8 kW)
- Coppia
- 53.3 Nm @ 6750 tr/min → 53.3 Nm @ 6500 tr/min
- Alesaggio × corsa
- 80.0 x 61.5 mm (3.1 x 2.4 inches) → 80.0 x 61.8 mm (3.1 x 2.4 inches)
- Telaio
- Treillis tubulaire en acier → Tubular steel trellis
- Cambio
- 5-speed → 6-speed
- Sospensione anteriore
- Fourche téléhydraulique inversée Ø 43 mm, déb : 130 mm → 43 mm upside-down
- Sospensione posteriore
- Mono-amortisseur, déb : 148 mm → Progressive linkage with Sachs adjustable monoshock.
- Altezza
- 795.00 mm → 1212.00 mm
- Peso
- 193.00 kg → 177.00 kg
Motore
- Cilindrata
- 618 cc
- Potenza
- 60.0 ch @ 8250 tr/min (43.8 kW)
- Coppia
- 53.3 Nm @ 6500 tr/min
- Tipo motore
- V2, four-stroke
- Raffreddamento
- Air
- Rapporto di compressione
- 10.5:1
- Alesaggio × corsa
- 80.0 x 61.8 mm (3.1 x 2.4 inches)
- Valvole/cilindro
- 2
- Alberi a camme
- 1 ACT
- Alimentazione
- Injection
- Distribuzione
- Desmodromic valve control
Telaio
- Telaio
- Tubular steel trellis
- Cambio
- 6-speed
- Trasmissione finale
- Chain (final drive)
- Sospensione anteriore
- 43 mm upside-down
- Sospensione posteriore
- Progressive linkage with Sachs adjustable monoshock.
- Escursione anteriore
- 130 mm (5.1 inches)
- Escursione posteriore
- 148 mm (5.8 inches)
Freni
- Freno anteriore
- Double disc
- Freno posteriore
- Single disc
- Pneumatico anteriore
- 120/60-ZR17
- Pressione anteriore
- 2.10 bar
- Pneumatico posteriore
- 160/60-ZR17
- Pressione posteriore
- 2.20 bar
Dimensioni
- Altezza sella
- 770.00 mm
- Interasse
- 1440.00 mm
- Lunghezza
- 2100.00 mm
- Altezza
- 1212.00 mm
- Serbatoio
- 15.00 L
- Peso
- 177.00 kg
- Peso a secco
- 177.00 kg
- Prezzo nuovo
- 7 895 €
Presentazione
Ti ricordi della prima Monster, quella moto che sembrava un felice incidente, un telaio a traliccio spogliato e un grosso V-twin senza carenatura? Nel 2004, Ducati decide di dare una seria scossa al modello più piccolo, la 620. L’obiettivo è chiaro: rendere questa naked più accessibile, più quotidiana, senza sacrificare l’aura del marchio. Si parla allora di una potenza di 60 cavalli, una coppia di 53,3 Nm, e un peso dichiarato di 177 kg in ordine di marcia. I numeri sono modesti, ma è proprio questo il gioco.

La trasformazione è notevole. La cilindrata sale a 618 cc, e l’iniezione elettronica sostituisce i carburatori, un passo da gigante per l’affidabilità e la regolarità. Il cuore resta un V2 raffreddato ad aria con la sua distribuzione desmodromica, un suono e una sensazione che i puristi adorano. Ma Ducati ha anche lavorato la parte ciclo, con un interasse aumentato e un ammortizzatore posteriore Sachs. Risultato? La Monster 620 ie 2004 perde un po’ della vivacità nervosa dei suoi antenati, ma guadagna una stabilità notevole. Non si lascia più sorprendere da una curva stretta o una strada deformata.
Comparata a una Suzuki SV650 dell’epoca, meno costosa e più versatile, la Ducati fa il banco del carattere. Il suo motore, meno brutale di un grosso bicilindrico giapponese, eroga la sua potenza con più progressività, soprattutto nei bassi e medi regimi. È una moto che si guida, che non si doma. La posizione, tipica delle Monster, resta impegnata, con un appoggio francamente portato sulle manopole. Le sospensioni sono rigide, e le vibrazioni del motore ad aria sono sempre presenti, una firma meccanica che può affascinare o affaticare a seconda del pilota.
Per chi è? Chiaramente, il pubblico target è quello dei principianti che cercano una prima moto con pedigree, o dei viaggiatori desiderosi di una macchina distintiva per la città e le piccole fughe. Con una sella a 770 mm e un serbatoio da 15 litri, è gestibile. La sua frenata, con un doppio disco all’anteriore, è efficace senza essere intimidatoria. Il prezzo di 7895 euro all’epoca era un argomento contestabile, ma si pagava per l’emozione, per quel telaio a traliccio diventato iconico, per il ronron unico del suo motore.
La Monster 620 ie del 2004, e le sue declinazioni come la versione Dark, segna un punto di svolta. È la prima della famiglia a puntare davvero sulla facilità d’uso, senza rinnegare il suo DNA. Apre la porta alla patente A2 oggi, e resta un’occasione interessante per chi vuole una Ducati senza la furia estrema di un modello sportivo. Non è la più veloce, né la più confortevole, ma possiede quell’anima che fa scegliere una moto, e non semplicemente un mezzo di trasporto.
Informazioni pratiche
- Moto bridable à 34 ch pour l'ancien permis A MTT1 - pas garanti pour le permis A2
- La moto est accessible aux permis : A, A (MTT1)
Recensioni e commenti
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