Prestazioni chiave
Caratteristiche tecniche
Motore
- Cilindrata
- 942 cc
- Potenza
- 52.0 ch @ 5500 tr/min (38.2 kW)
- Coppia
- 79.4 Nm @ 3000 tr/min
- Tipo motore
- Bicylindre en V, 4 temps
- Raffreddamento
- par air
- Rapporto di compressione
- 9 : 1
- Alesaggio × corsa
- 85 x 83 mm
- Valvole/cilindro
- 2
- Alberi a camme
- 1 ACT
- Alimentazione
- Injection
Telaio
- Telaio
- Double berceau tubulaire en acier
- Cambio
- boîte à 5 rapports
- Trasmissione finale
- Courroie
- Sospensione anteriore
- Fourche à parallélogramme
- Sospensione posteriore
- 2 amortisseurs latéraux Öhlins
Freni
- Freno anteriore
- Freinage 1 disque , étrier 2 pistons
- Freno posteriore
- Freinage 1 disque , étrier simple piston
Dimensioni
- Prezzo nuovo
- 20 000 €
Presentazione
Quando un'officina spagnola prende una Yamaha XV 950 e decide di farne un omaggio ai Board Tracker degli anni '20, ci si aspetta di tutto, tranne che il risultato sia così coerente. La "Playa del Rey" firmata Matt Black Custom non è solo un semplice esercizio di stile, è una reinterpretazione moderna e credibile di un'epoca in cui i motori grezzi correvano su piste di legno.

Il cuore della belva rimane il bicilindrico a V da 942 cm3 della Yamaha Bolt, con i suoi 52 cavalli e la sua coppia corposa di 79,4 Nm disponibile fin dai bassi regimi. Una meccanica perfetta per questo genere di esercizio, dove la sensazione primeggia sui numeri puri. L'officina ha intelligentemente conservato questa base affidabile per concentrarsi sull'essenziale: l'atteggiamento. Il risultato colpisce per la sua purezza. Il serbatoio fatto a mano, i cerchi da 21 pollici, e questa silhouette spigolosa che sembra uscita direttamente da una pista di Indianapolis nel 1915. È una custom che respira autenticità, lontano dagli eccessi cromati.
Ma sotto questa apparenza vintage, le scelte tecniche sono decisamente moderne e qualitative. La forcella a parallelogramma, rivisitata da Rebufini, e gli ammortizzatori laterali Öhlins non sono lì per fare bella figura. Promettono un comportamento decisamente più preciso di quello di una custom tradizionale, anche se il telaio originale impone i suoi limiti. I freni PM e la trasmissione a cinghia completano un quadro meccanico che mira all'efficacia discreta. È qui tutto l'interesse di questo progetto Yard Built: propone un'estetica radicale senza sacrificare totalmente l'utilizzo.
A chi è destinata questa macchina da 20.000 euro? Sicuramente non al novizio in cerca della sua prima moto. È un oggetto per collezionista esigente, per l'appassionato che possiede già una XV 950 e sogna un kit di trasformazione ultra riuscito. Matt Black ha avuto la buona idea di commercializzare molti pezzi di questa Playa del Rey, permettendo di avvicinarsi senza necessariamente raggiungere il livello di questa moto unica. Ma sia chiaro, la magia opera nell'integrazione d'insieme, in questo mix di pezzi unici e di saper fare che non si acquista in kit.
Di fronte a una Harley-Davidson Sportster customizzata sullo stesso tema, la Yamaha gioca la carta della leggerezza meccanica e di un motore più facile da gestire. Ma perde il suono e l'anima grezza del V-Twin Milwaukee. È un'altra scelta. La Playa del Rey non è una moto per fare bella mostra al bar del quartiere, è una scultura meccanica che vuole essere funzionante. Dimostra che il programma Yard Built di Yamaha rimane un formidabile terreno di gioco per gli artigiani di tutto il mondo, capace di trasformare una moto da turismo accessibile in un'opera d'arte su due ruote. Avremmo voluto conoscere il suo peso, ma una cosa è sicura: il suo vero peso è quello della storia che porta.
Informazioni pratiche
- La moto est accessible aux permis : A
Recensioni e commenti
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