Prestazioni chiave
Caratteristiche tecniche
Motore
- Cilindrata
- 250 cc
- Coppia
- 45.0 Nm
- Tipo motore
- V2, two-stroke
- Alesaggio × corsa
- 54.0 x 54.5 mm (2.1 x 2.1 inches)
- Alimentazione
- Injection. Vins patented injection
- Avviamento
- Electric
Telaio
- Telaio
- Structural carbon fiber monocoque
- Cambio
- 6-speed
- Trasmissione finale
- Chain (final drive)
- Frizione
- Multi plate wet
- Sospensione anteriore
- Double A-arm with monoshock absorber and carbon fiber fork
- Sospensione posteriore
- Double actuation push-rod parallel with monoschock absorber; carbon fiber swingarm
Freni
- Freno anteriore
- Double disc. Radial caliper
- Freno posteriore
- Single disc
- Pneumatico anteriore
- 120/70-17
- Pneumatico posteriore
- 150/60-17
Dimensioni
- Interasse
- 1380.00 mm
- Peso a secco
- 105.00 kg
Presentazione
Duecentocinquant'anni di cilindrata, due tempi e un telaio monoscocca in carbonio. Questa semplice enumerazione è sufficiente a capire che Vins non costruisce una moto, ma un manifesto tecnico. La Duecinquanta Strada non si scusa di esistere, ricorda con un'insolenza rinfrescante che il piacere purista ha ancora il suo santuario, lontano dai compromessi e dalle norme di omologazione soffocanti.

Al cuore di quest'opera italiana batte un V2 due tempi a iniezione brevettato, un'architettura che profuma di officina da competizione degli anni '90. Con un alesaggio e una corsa quadrati di 54 x 54,5 mm, questo 250 cm3 è progettato per salire di giri con una vivacità che i quattro tempi moderni hanno dimenticato. I 45 Nm di coppia dichiarati, anche senza un regime preciso, lasciano immaginare una curva di potenza esplosiva, lineare come solo una meccanica ad ammissione stratificata può offrirla. La velocità massima che si avvicina ai 211 km/h per questa cilindrata conferma una filosofia: la performance assoluta, senza concessioni.
Il vero tour de force risiede nella sua architettura. Un telaio monoscocca in fibra di carbonio strutturale, che funge anche da serbatoio e da piantone dello sterzo, è una soluzione radicale mutuata dalla Formula 1 e da MotoGP. Il passo di 1380 mm promette un'agilità da lancia di ferro. La sospensione anteriore adotta un braccio a doppia triangolazione con ammortizzatore monobraccio e forcella in carbonio, mentre al posteriore, un sistema push-rod aziona un monoammortizzatore, il braccio oscillante essendo anch'esso in carbonio. Ci si trova qui nella ricerca della rigidità perfetta e della massa non sospesa minima, per un dialogo con la strada di una precisione chirurgica.
Con un peso a secco di soli 105 kg, la Strada promette un rapporto peso-potenza propriamente vertiginoso. I freni, all'anteriore con doppio disco e pinza radiale, sono dimensionati per una macchina ben più pesante e potente, il che ne dice molto sulle intenzioni dinamiche. Montata su pneumatici 120/70 e 150/60 su 17 pollici, questa italiana esige un pilota che comprenda il linguaggio di una meccanica affilata, che accetti il rituale del due tempi e che cerchi la sensazione bruta più del comfort digitale. È una macchina da intenditore, per chi l'emozione prevale su ogni considerazione pratica, un vibrante richiamo che la moto può ancora essere un oggetto d'arte meccanica militante.
Recensioni e commenti
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