Prestazioni chiave
Caratteristiche tecniche
Motore
- Cilindrata
- 248 cc
- Coppia
- 22.0 Nm
- Tipo motore
- Twin, four-stroke
- Raffreddamento
- Liquid
- Rapporto di compressione
- 11.5:1
- Alesaggio × corsa
- 53.5 x 55.2 mm (2.1 x 2.2 inches)
- Valvole/cilindro
- 2
- Alimentazione
- Injection
- Distribuzione
- Single Overhead Cams (SOHC)
- Lubrificazione
- Wet sump
- Accensione
- Electronic ignition, fully transistorized
- Avviamento
- Electric
Telaio
- Telaio
- Semi double-cradle
- Cambio
- 6-speed
- Trasmissione finale
- Chain (final drive)
- Frizione
- Wet multi-plate
- Sospensione anteriore
- Telescopic, coil spring, oil damped
- Sospensione posteriore
- Swingarm, coil spring, oil damped single shock
Freni
- Freno anteriore
- Single disc. Nissin, 2-piston caliper, single disc, ABS.
- Freno posteriore
- Single disc. Nissin, 1-piston caliper, single disc, ABS.
- Pneumatico anteriore
- 110/80-17
- Pneumatico posteriore
- 140/70-17
Dimensioni
- Altezza sella
- 790.00 mm
- Interasse
- 1430.00 mm
- Altezza da terra
- 160.00 mm
- Lunghezza
- 2085.00 mm
- Larghezza
- 740.00 mm
- Altezza
- 1110.00 mm
- Serbatoio
- 15.00 L
- Peso
- 181.00 kg
Presentazione
Mentre le grandi sportive 600 spengono le loro luci una ad una, il segmento delle piccole cilindrate ha intrapreso una guerra di trincea da cui nessuno esce indenne. La Kawasaki Ninja 400, la Yamaha YZF-R3 e la KTM RC 390 si contendono ogni mese migliaia di immatricolazioni, e Suzuki ha deciso di inviare la propria cartuccia nella mischia. Non una GSX-R, attenzione. Una GSX250R. La sfumatura non è cosmetica: rivela tutta l'ambizione, misurata e pragmatica, del marchio di Hamamatsu.

La target è chiaramente definita. I titolari del permesso A2, sempre più numerosi sulle strade francesi, cercano una macchina che porti un bel nome senza rovinarli né terrorizzarli. A 5.399 euro, la Suzuki GSX250R si posiziona come un'ingresso di gamma sportiva coerente, accessibile senza essere cheap nella sua presentazione. La carenatura è curata, le ottiche posteriori e anteriori a LED apportano una vera modernità, e il quadro strumenti LCD si ispira francamente alla GSX-R 1000. Sulla carta, questo lusinga l'ego. In pratica, il pilota di 1,75 m si installa senza contorsioni, la sella a 790 mm rimanendo ragionevole, i semi-manubri e i poggiapiedi piatti firmando una postura sport-touring piuttosto che sportiva pura.
Dove la Suzuki GSX250R pecca, è nella sala delle macchine. Il bicilindrico da 248 cc restituisce 25 cavalli a 8.500 giri/min e 22 Nm di coppia a 6.500 giri/min. Di fronte alla RC 390 e i suoi 43 cavalli, o anche alla Ninja 400 e la sua coppia generosa, la Suzuki non fa il peso, letteralmente. I suoi 178 kg a pieno carico aggravano ulteriormente il bilancio, dove le sue rivali dirette si attestano intorno ai 160 kg. A che velocità corre una Suzuki GSX250R in queste condizioni? Il contachilometri si plafona intorno ai 140 km/h, il che è sufficiente per i tragitti quotidiani ma esclude ogni pretesa autostradale sostenuta. Il motore, derivato dall'antica Inazuma, è stato rivisto per ottimizzare la gamma 20-90 km/h, il che dice tutto sull'uso previsto: la città e le strade secondarie, non le curve concatenati su circuito.
Sul fronte del telaio, Suzuki applica la ricetta conosciuta: forcella telescopica e monoammortizzatore firmati KYB, doppio trave in acciaio, un disco ad ogni ruota con pinze Nissin e ABS di serie. Niente di rivoluzionario, ma niente di vergognoso neanche per una macchina di questo gabarit e di questo tariffa. Il consumo è invece un vero punto di forza, quanti miglia per gallone consuma una Suzuki GSX250R? Circa 76 mpg secondo i dati costruttore, ovvero 3,1 litri per 100 km, il che, abbinato al serbatoio da 15 litri, offre un'autonomia teorica di quasi 480 km. Per un giovane conducente che controlla il suo budget carburante, è un argomento concreto.
La Suzuki GSX250R non pretende di spodestare le migliori della sua categoria. Gioca su un altro quadro: quello del design GSX-R accessibile, della dolcezza d'uso e di un tariffa che rimane nella ragione. Per un primo acquirente che vuole portare il badge Suzuki senza battersi contro una moto troppo nervosa, il contratto è compiuto. Per chi cerca sensazioni franche e un motore che risponde quando si torce la manopola, conviene guardare verso Kawasaki o KTM. Non è un difetto in sé, è un posizionamento assunto, e i due possono benissimo coesistere in un mercato comune.
Recensioni e commenti
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