Prestazioni chiave

136 ch
Potenza
🔧
998 cc
Cilindrata
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Caratteristiche tecniche

Changements 1981 2004
Cilindrata
980 cc 998 cc
Potenza
85.0 ch @ 7600 tr/min (62.0 kW) 136.0 ch @ 9750 tr/min (99.3 kW)
Coppia
105.0 Nm @ 7500 tr/min
Tipo motore
In-line three, four-stroke V2, four-stroke
Raffreddamento
Air Liquid
Rapporto di compressione
9.0:1 11.8:1
Alesaggio × corsa
75.0 x 74.0 mm (3.0 x 2.9 inches) 97.0 x 67.5 mm (3.8 x 2.7 inches)
Valvole/cilindro
2 4
Telaio
High tensile CrMO steel lattice frame with milled aluminium alloy side plates, steering damper
Cambio
5-speed
Trasmissione finale
Chain   (final drive)
Sospensione anteriore
43mm Öhlins titanium nitride coated upside-down fork
Sospensione posteriore
Aluminium alloy swing-arm; Öhlins racing
Escursione anteriore
120 mm (4.7 inches)
Freno anteriore
Dual disc Double disc
Pneumatico anteriore
100/90-18 3.50-17
Pneumatico posteriore
120/90-18 6.00-17
Serbatoio
20.50 L
Peso
258.00 kg

Motore

Cilindrata
998 cc
Potenza
136.0 ch @ 9750 tr/min (99.3 kW)
Coppia
105.0 Nm @ 7500 tr/min
Tipo motore
V2, four-stroke
Raffreddamento
Liquid
Rapporto di compressione
11.8:1
Alesaggio × corsa
97.0 x 67.5 mm (3.8 x 2.7 inches)
Valvole/cilindro
4
Distribuzione
Double Overhead Cams/Twin Cam (DOHC)

Telaio

Telaio
High tensile CrMO steel lattice frame with milled aluminium alloy side plates, steering damper
Sospensione anteriore
43mm Öhlins titanium nitride coated upside-down fork
Sospensione posteriore
Aluminium alloy swing-arm; Öhlins racing
Escursione anteriore
120 mm (4.7 inches)

Freni

Freno anteriore
Double disc
Freno posteriore
Single disc
Pneumatico anteriore
3.50-17
Pneumatico posteriore
6.00-17

Presentazione

Nel 2004, resuscitare Laverda con un V2 sportivo da 1000 cm3 si poneva come una sfida sacrilega. L’eredità era pesante, intessuta di triali ruggenti e di macchine leggendarie come la 1000 3C. Il marchio italiano, allora tra le mani di un gruppo industriale, ha scelto la via del purismo tecnico, quasi brutale. Questa Laverda 1000 non cercava di sedurre la folla; mirava il collezionista esigente e il pilota nostalgico di un’epoca in cui la meccanica primeggiava sull’elettronica. Il suo telaio a traliccio in acciaio CrMO, rinforzato da flange laterali in alluminio lavorato a macchina, annunciava il colore: una struttura rigida, fatta per assorbire la potenza di un bicilindrico a V da 136 cavalli. L’ammortizzatore di sterzo di serie confermava questa orientazione radicale, pronto a domare i capricci di un motore posizionato basso e in avanti.

Laverda 1000

Questo motore, giustamente, è un pezzo di orgoglio. Con un alesaggio di 97 mm e una corsa di 67,5 mm, il V2 da 997,6 cm3 mostra dimensioni quadrate, tagliate per la vivacità. Il rapporto di compressione di 11,8:1 e le quattro valvole per cilindro permettono alla macchina di erogare i suoi 99,3 kW a 9750 giri/min, mentre la coppia massiccia di 105 Nm si risveglia francamente a 7500 giri/min. Si è lontani dalla suppleness di un twin moderno; qui, bisogna far girare il motore, metterlo in pressione. La distribuzione delle masse, con questo V2 compatto, doveva offrire un comportamento direzionale vivace, una moto che si getta in curva più che non s’inclin. Il raffreddamento a liquido assicura la tenuta al regime, ma l’anima di questa meccanica resta arida, meccanica, senza concessioni.

La dotazione, per l’epoca, frisa l’indecenza. Una forcella a steli rovesciati Öhlins da 43 mm con trattamento al nitruro di titanio, un mono-ammortizzatore della stessa marca, un forcellone in alluminio: il capitolato sembra dettato da un preparatore di pista. I freni, doppio disco anteriormente e singolo posteriormente, dovevano essere all’altezza della proposta, probabilmente firmati Brembo. Gli pneumatici, in dimensioni classiche 120/70 e 180/55 su cerchi da 17 pollici, ancoravano la moto al suo tempo, pronti a trasmettere le intenzioni di un telaio tanto preciso quanto esigente. Tutto qui respira la ricerca di una connessione pura, senza filtro elettronico. Nessun antisbandamento, nessuna modalità di guida, giusto un telaio, un motore e delle sospensioni di altissimo livello.

Comparata alle sportive giapponesi dell’epoca, la Suzuki GSX-R1000 o la Honda CBR1000RR Fireblade, la Laverda 1000 faceva figura di oggetto d’arte anacronistico. Più costosa, più rara, meno versatile e certamente più intimidatoria, essa non mirava alla pista della domenica ma alla vetrina dell’esteta. Il suo prezzo, elevato, e la sua produzione confidenziale ne hanno fatto immediatamente un oggetto da collezione. Essa rappresenta l’ultima tentata, bella e un po’ disperata, di incarnare un certo ideale di moto sportiva italiana, dove la sensazione bruta prevale sulla performance quantificata. Per chi cerca l’autenticità di un’epoca remota, essa resta un graal meccanico. Per gli altri, essa è un magnifico ricordo di un tempo in cui la follia degli ingegneri poteva ancora prevalere sugli studi di mercato.

Indicatori e posizionamento

🔧
Potenza volumetrica
136.3 ch/L
Nella categoria Sport · cilindrata 499-1995cc (3571 moto confrontate)
Potenza 136 ch Top 46%
48 ch mediana 130 ch 212 ch

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Domande frequenti

Recensioni e commenti

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