Prestazioni chiave
Caratteristiche tecniche
Motore
- Cilindrata
- 1052 cc
- Potenza
- 147.0 ch @ 10500 tr/min (106.6 kW)
- Coppia
- 108.0 Nm @ 8500 tr/min
- Tipo motore
- In-line four, four-stroke
- Raffreddamento
- Liquid
- Rapporto di compressione
- 11 : 1
- Alesaggio × corsa
- 76.0 x 58.0 mm (3.0 x 2.3 inches)
- Valvole/cilindro
- 4
- Alberi a camme
- 2 ACT
- Alimentazione
- Carburettor
- Avviamento
- Electric
Telaio
- Telaio
- périmétrique, type E-box en alu
- Cambio
- 6-speed
- Trasmissione finale
- Chain (final drive)
- Sospensione anteriore
- Fourche téléhydraulique Ø 43 mm, déb : 120 mm
- Sospensione posteriore
- Mono-amortisseur, déb : 117 mm
- Escursione anteriore
- 120 mm (4.7 inches)
- Escursione posteriore
- 112 mm (4.4 inches)
Freni
- Freno anteriore
- Dual disc
- Freno posteriore
- Single disc
- Pneumatico anteriore
- 120/70-ZR17
- Pressione anteriore
- 2.90 bar
- Pneumatico posteriore
- 180/55-ZR17
- Pressione posteriore
- 2.90 bar
Dimensioni
- Altezza sella
- 780.00 mm
- Interasse
- 1500.00 mm
- Serbatoio
- 24.00 L
- Peso
- 272.00 kg
- Peso a secco
- 235.00 kg
- Prezzo nuovo
- 11 433 €
Presentazione
Immaginatevi un'epoca in cui il titolo di "moto più veloce del mondo" si conquistava non con una razzo aerodinamico, ma con una macchina larga, sicura, e dotata di una sfrontatezza tutta giapponese. Nel 2001, la Kawasaki ZZR 1100, nella dirittura d'arrivo della sua carriera, incarnava ancora questo spirito. Non era più la regina assoluta, spodestata dalla Hayabusa e dalla ZX-12R, ma conservava quell'aura di locomotiva supersonica per viaggiatore frettoloso. Con i suoi 147 cavalli a 10500 giri/min e una coppia di 108 Nm disponibile più in basso nel regime, il suo quattro in linea respirava potenza bruta, promessa di una velocità di punta che si avvicinava ai 285 km/h. Per chi cerca la scheda tecnica di una leggenda, i numeri parlano da soli.

Ma questa performance ha un prezzo, e non solo i 11433 euro che bisognava sborsare all'epoca. Il tributo principale è il peso. A secco, mostrava già 235 kg, e a pieno con i suoi 24 litri, si avvicinava ai 272 kg. Si è lontani dalla sportiva agile. Il telaio perimetrale in alluminio e la forcella da 43 mm devono gestire una massa considerevole. Nelle curve strette, bisogna impegnarsi, spingere sul manubrio con convinzione. La moto non è nervosa, è maestosa. Il suo terreno di predilezione sono le curve ampie e le linee rette interminabili, dove la sua stabilità diventa un asso nella manica. Guidare una ZZR 1100 significa accettare un patto: una maneggevolezza relativa in cambio di un senso di invincibilità ad alta velocità.
Nella vita di tutti i giorni, sorprende per il suo lato civilizzato. La posizione, pur inclinata verso il contachilometri che mostra senza complesso 320 km/h, rimane accettabile per il viaggio. Il motore, flessibile, eroga la sua enorme coppia senza brutalità eccessiva, anche se un leggero sussulto all'accelerazione può tradire la sua età. La frenata, a dischi doppi all'anteriore, richiede una presa salda per fermare l'insieme, ma fa il suo dovere. Il vero difetto, per un utilizzo sportivo, risiede forse nelle sospensioni. Su un manto degradato, questo peso si fa sentire e la moto può mancare di tonicità, dondolando il suo posteriore senza però diventare ingestibile. È il difetto classico delle grosse sportive da turismo di questa generazione.
Oggi, cercare una Kawasaki ZZR 1100 usata significa puntare a un'icona accessibile. I modelli degli anni iniziali, come la ZZR 1100 1991, 1992 o 1993, hanno scritto la storia con design dai colori sgargianti. Sono diventate basi popolari per trasformazioni in café racer, e un vasto mercato di ricambi, dagli scarichi alle batterie, permette di mantenerle. Forum e club dedicati tengono viva la fiamma. Di fronte a una concorrente come la Honda CBR1100XX Blackbird, più filante e un po' più orientata alla strada, la ZZR assume pienamente il suo lato "grezza da stampo".
La Kawasaki ZZR 1100 non fa complimenti. È l'archetipo della mega-sportiva da turismo degli anni '90, progettata per inghiottire asfalto a un ritmo frenetico con una dose di comfort. Si rivolge al viaggiatore che privilegia la coppia a basso regime e la stabilità ipnotica in autostrada, all'appassionato di meccaniche cult che vuole il brivido dei "200 cavalli" di un tempo senza la follia dei prezzi attuali. È una moto che si vive più di quanto si guidi a fil di corda, una boccata di nostalgia potenza e pesi massimi che, quando si apre il gas, fa ancora dimenticare volentieri i suoi quasi 300 chili.
Informazioni pratiche
- La moto est accessible aux permis : A
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