Prestazioni chiave
Caratteristiche tecniche
Motore
- Cilindrata
- 992 cc
- Potenza
- 84.0 ch @ 8000 tr/min (61.3 kW)
- Coppia
- 84.0 Nm @ 5000 tr/min
- Tipo motore
- V2, four-stroke
- Raffreddamento
- Air
- Rapporto di compressione
- 10.0:1
- Alesaggio × corsa
- 94.0 x 71.5 mm (3.7 x 2.8 inches)
- Valvole/cilindro
- 2
- Alberi a camme
- 1 ACT
- Alimentazione
- Injection
- Distribuzione
- Desmodromic valve control
- Avviamento
- Electric
Telaio
- Telaio
- Tubular steel trellis
- Cambio
- 6-speed
- Trasmissione finale
- Chain (final drive)
- Sospensione anteriore
- Showa 43 mm upside-down fully adjustable fork
- Sospensione posteriore
- Progressive linkage with fully adjustable Showa monoshock; hydraulic remote pre-load control. Single-sided aluminium swingarm
- Escursione anteriore
- 165 mm (6.5 inches)
- Escursione posteriore
- 141 mm (5.6 inches)
Freni
- Freno anteriore
- Double disc
- Freno posteriore
- Single disc
- Pneumatico anteriore
- 120/70-ZR17
- Pressione anteriore
- 2.20 bar
- Pneumatico posteriore
- 180/55-ZR17
- Pressione posteriore
- 2.40 bar
Dimensioni
- Altezza sella
- 850.00 mm
- Interasse
- 1462.00 mm
- Lunghezza
- 2130.00 mm
- Altezza
- 1286.00 mm
- Serbatoio
- 20.00 L
- Peso
- 200.00 kg
- Peso a secco
- 200.00 kg
- Prezzo nuovo
- 11 795 €
Presentazione
Immaginiamo l'anno 2004. Vi dicono "Ducati trail". A cosa pensate? A nulla, o a una barzelletta. Eppure, la marca di Bologna ha appena lanciato una macchina che seminerà il disordine e, bisogna dirlo, dividerà le opinioni come raramente. La Ducati Multistrada 1000 DS arriva con il suo look di grossa vespa futuristica, il suo telaio a traliccio tubolare a vista e il suo grosso bicilindrico a V di 90 gradi. Non assomiglia a nulla di conosciuto, ed è proprio la sua scommessa. Non propriamente una trail, non propriamente una routiera, non propriamente una sportiva. Un ovni motorizzato a 11.795 euro, una somma considerevole per l'epoca, che pretende di fare tutto. Il concetto di Allround prende corpo, o tenta di farlo.

Sotto il serbatoio da 20 litri batte il cuore della belva, un V2 da 992 cc proveniente dalla famiglia dei motori a distribuzione Desmodromica. Eroga 84 cavalli a 8000 giri/min e una coppia solida di 84 Nm a partire da 5000 giri/min. Numeri che appaiono modesti oggi, ma che, all'epoca, davano una personalità molto distinta. La potenza è lineare, la coppia presente senza essere brutale, una meccanica che chiede di essere portata in alto nel regime di giri per esprimersi, a differenza delle sue concorrenti giapponesi più docili. Il telaio a traliccio e la forcella Showa rovesciata da 43 mm completamente regolabile danno il tono: è una moto seriamente ancorata. Il monoammortizzatore posteriore, anch'esso Showa e regolabile, è associato a un forcellone monobraccio, una firma Ducati che aggiunge un tocco di panache tecnico. Con 200 kg a pieno e una sella a 850 mm, impone una certa stazza, ma si rivela sorprendentemente agile una volta in movimento.
Allora, per chi? Il pilota che cerca una moto unica, capace di divorare le strade statali con lo stesso piacere dei passi di montagna sinuosi. L'estetica radicale, tra café racer gonfiato agli steroidi e scrambler dell'anno 2000, è un argomento in sé per chi vuole distinguersi. Le ricerche di occasioni per una Ducati Multistrada 1000 DS 2004 o 2005 lo dimostrano, ha creato un culto. Tuttavia, affrontare l'affidabilità della Ducati Multistrada 1000 DS senza precauzione sarebbe disonesto. Come molte Ducati di quest'era, può essere capricciosa. I problemi del regolatore di tensione, dell'avviatore o dei sensori sono dei classici che bisogna anticipare durante un acquisto. Una buona scheda tecnica e un'accurata cronologia della manutenzione sono indispensabili. È il prezzo da pagare per la meccanica dal carattere e l'assenza di compromessi.
Di fronte alla concorrenza, come una BMW R 1150 GS più routiniera ma indistruttibile, la Multistrada gioca la carta dell'emozione pura. Non fa sconti. Il comfort di sella su lunga distanza è corretto senza essere eccezionale, e il vento può diventare pesante a più di 160 km/h, sebbene il contachilometri possa indicare 215. È una moto di umore, che premia il pilota investito ma può infastidire quello che cerca la facilità. Oggi, vive una seconda vita grazie ai appassionati di modifiche. Trasformare una Ducati Multistrada 1000 DS in café racer aggressivo o in scrambler spoglio è un progetto comune, il suo telaio a traliccio prestandosi magnificamente all'esercizio. È una piattaforma di customizzazione ideale.
Il giudizio su questa moto non può essere mitigato. O si ama il suo carattere integro, il suo stile inimitabile e la sensazione unica del suo V2, o si odia la sua ergonomia un po' bizzarra, i suoi possibili problemi meccanici e il suo posizionamento sfocato. La Ducati Multistrada 1000 DS 2004 non è una moto, è una dichiarazione. Ha aperto una via che Ducati ha seguito con modelli sempre più riusciti, come l'1100 che le è subentrata. Trovarne una in buone condizioni oggi, significa acquisire un pezzo di storia, imperfetta, esasperante a volte, ma terribilmente viva. Un puro oggetto di passione, lontano dalla standardizzazione attuale.
Informazioni pratiche
- La moto est accessible aux permis : A
Recensioni e commenti
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