Prestazioni chiave
Caratteristiche tecniche
Motore
- Cilindrata
- 749 cc
- Potenza
- 121.0 ch @ 10500 tr/min (87.2 kW)
- Coppia
- 84.3 Nm @ 8250 tr/min
- Tipo motore
- V2, four-stroke
- Raffreddamento
- Liquid
- Rapporto di compressione
- 12.7:1
- Alesaggio × corsa
- 94.0 x 54.0 mm (3.7 x 2.1 inches)
- Valvole/cilindro
- 4
- Alberi a camme
- 2 ACT
- Alimentazione
- Injection. Marelli electronic fuel injection, 54 mm throttle body
- Distribuzione
- Desmodromic valve control
- Avviamento
- Electric
Telaio
- Telaio
- Tubular steel trellis
- Cambio
- 6-speed
- Trasmissione finale
- Chain (final drive)
- Sospensione anteriore
- Öhlins 43 mm upside-down fully adjustable fork with TiN surface treatment, for radial calipers
- Sospensione posteriore
- Progressive linkage with fully adjustable Öhlins monoshock
- Escursione anteriore
- 120 mm (4.7 inches)
- Escursione posteriore
- 128 mm (5.0 inches)
Freni
- Freno anteriore
- Double disc
- Freno posteriore
- Single disc
- Pneumatico anteriore
- 120/70-ZR17
- Pressione anteriore
- 2.10 bar
- Pneumatico posteriore
- 180/55-ZR17
- Pressione posteriore
- 2.20 bar
Dimensioni
- Altezza sella
- 780.00 mm
- Interasse
- 1420.00 mm
- Lunghezza
- 2095.00 mm
- Serbatoio
- 18.30 L
- Peso
- 204.00 kg
- Peso a secco
- 183.50 kg
- Prezzo nuovo
- 19 995 €
Presentazione
Chi, nel 2006, poteva giustificare lo sborsare quasi 20.000 euro per una sportiva di 749 cc? Ducati, ovviamente. Il marchio bolognese non ha mai avuto paura di far pagare il prestigio a caro prezzo. La Ducati 749 R è il concentrato di tutto ciò che gli ingegneri di Borgo Panigale sanno fare quando gli si toglie il guinzaglio. Un V-twin di 749 cc compresso a 12,7:1, alimentato da componenti che si trovano abitualmente su macchine da corsa: bielle e valvole in titanio, carter motore in magnesio. Il risultato? 121 cavalli a 10.500 giri/min e 84,3 Nm di coppia a 8.250 giri/min, il tutto alloggiato in un telaio a traliccio in acciaio tubolare che pesa solo 183,5 kg a secco. Per una media cilindrata, è un rapporto peso/potenza niente male.

Lato ciclistica, Ducati non ha fatto le cose a metà. La forcella rovesciata Öhlins da 43 mm beneficia di un trattamento superficiale TiN e di una regolazione integrale, mentre il monoammortizzatore posteriore, anch'esso firmato Öhlins, lavora tramite un leveraggio progressivo. Ruote in alluminio forgiato, forcellone rinforzato, pinze radiali: ogni dettaglio tradisce una vocazione pistaiola dichiarata. L'interasse corto di 1.420 mm promette un'agilità formidabile in piega, e la sella appollaiata a soli 780 mm permette di bloccare bene la moto tra le ginocchia. Di fronte a un'Aprilia RSV Mille R o a una Honda CBR 600 RR dell'epoca, la 749 R gioca in una categoria a parte: troppo potente per il segmento 600, troppo esclusiva per rivaleggiare frontalmente con le superbike. È proprio questo che fa il suo fascino.
Il vero argomento di questa macchina risiede nel suo potenziale di evoluzione. Due kit motore erano proposti come optional: il primo portava la potenza a 122 cv per 3.100 euro, il secondo saliva a 137 cv per 6.500 euro. Tariffe salate che si aggiungevano a un prezzo di listino già dissuasivo di 19.995 euro. Per inquadrare l'ambizione, le versioni competizione del twin Ducati raggiungevano 149 cv nel Mondiale Superbike. Siamo lontani dalla vecchia 748 e i suoi 98 cavalli che all'epoca sembravano pur così veloci. La 749 R non si rivolge chiaramente al motociclista della domenica: è uno strumento da pista travestito da moto omologata, costruito per i piloti esigenti che vogliono un passaporto diretto verso la competizione.
Oggi, trovare una Ducati 749 R usata è una vera caccia al tesoro. Gli esemplari ben tenuti si negoziano a tariffe sostenute, sostenuti da una quotazione che rifiuta di scendere. La parentela con la gamma Ducati 749 R&S, quelle versioni R e S che condividevano la stessa base ma non la stessa filosofia, rafforza l'attrattiva per i collezionisti. La R resta la più radicale, la più essenziale, quella che non fa alcuna concessione al comfort. Il suo serbatoio da 18,3 litri consente un'autonomia corretta in circuito, la sua velocità di punta di 257 km/h basta ampiamente per i rettilinei più lunghi, e il suo cambio a sei marce con trasmissione a catena offre una scalatura ben studiata per l'uso in pista.
Il verdetto? La 749 R è una sportiva che divide. Il suo prezzo dell'epoca era proibitivo, il suo comfort inesistente, la sua polivalenza nulla. Ma per chi cercava un twin italiano capace di tenere testa alle quattro cilindri giapponesi in circuito, rappresentava un'alternativa unica. Vent'anni dopo, conserva quell'aura particolare delle Ducati che non hanno mai cercato di piacere al maggior numero. Una moto da appassionato, costruita da appassionati, per un utilizzo senza compromessi.
Informazioni pratiche
- La moto est accessible aux permis : A
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