Prestazioni chiave
Caratteristiche tecniche
Motore
- Cilindrata
- 1198 cc
- Potenza
- 220.0 ch @ 11000 tr/min (161.8 kW)
- Coppia
- 134.4 Nm @ 7750 tr/min
- Tipo motore
- Bicylindre en L à 90°, 4 temps
- Raffreddamento
- liquide
- Rapporto di compressione
- 12.8 : 1
- Alesaggio × corsa
- 106 x 67.9 mm
- Valvole/cilindro
- 4
- Alberi a camme
- 2 ACT
- Alimentazione
- Injection Ø 50 mm
Telaio
- Telaio
- treillis en tubes d\'acier
- Cambio
- boîte à 6 rapports
- Trasmissione finale
- Chaîne
- Sospensione anteriore
- Fourche téléhydraulique inversée présurisée Öhlins TTX20 Ø 43 mm, déb : 120 mm
- Sospensione posteriore
- Mono-amortisseur Öhlins TTX36, déb : 127 mm
Freni
- Freno anteriore
- Freinage 2 disques Ø 320 mm, fixation radiale, étrier 4 pistons
- Freno posteriore
- Freinage 1 disque Ø 218 mm, étrier 2 pistons
- Pneumatico anteriore
- 120/75-17
- Pneumatico posteriore
- 190/65-17
Dimensioni
- Serbatoio
- 23.90 L
- Peso a secco
- 168.00 kg
- Prezzo nuovo
- 120 000 €
Presentazione
Centoventi mila euro. La cifra basta a definire il contesto: non siamo di fronte a una moto stradale travestita da racer, ma a una macchina da competizione omologata per il Superbike mondiale, nata per mordere l'asfalto dei circuiti e far soffrire i 4 cilindri giapponesi due volte più complessi.

Il bicilindrico a L di 90° da 1198 cc è la spina dorsale di una filosofia italiana che viene da Borgo Panigale: fare meglio con meno. Meno cilindri, ma 220 cavalli strappati a 11.000 giri/min, e soprattutto 134,4 Nm di coppia a metà regime. Di fronte alle Superbike giapponesi o alla BMW S1000RR che comincia a fare capolino, Ducati risponde con questo twin che non impressiona nessuno sulla scheda tecnica, e che schiaccia tutti in pista. Bayliss lo sapeva. Haga anche.
168 chili a secco, un serbatoio da 23,9 litri dimensionato per le lunghe gare di endurance sprint, un telaio a traliccio in acciaio che trasmette ogni vibrazione del motore come una linea diretta tra il pilota e la meccanica. Le sospensioni Öhlins TTX anteriori e posteriori non sono lì per fare bella figura sulla scheda: sono componenti da competizione regolabili al decimo di millimetro, quelli che i team ufficiali portano nei loro camion. La forcella rovesciata da 43 mm con 120 mm di escursione, il mono TTX36 al posteriore, nulla è di serie nel senso abituale del termine. Tutto è pensato per eliminare i difetti della pista, non quelli della strada.
310 km/h di velocità di punta, un rapporto di compressione a 12,8:1 che esige carburante di qualità e una manutenzione rigorosa: questa F09 non è una macchina che si tira fuori la domenica per pigrizia. Pretende, consuma, reclama attenzione. È il prezzo del contratto stipulato con il pilota. In cambio, offre una precisione chirurgica nei cambi di direzione, una potenza che sale in rettilineo senza l'isteria dei 4 cilindri che strillano ai regimi alti, e una sonorità che da sola giustifica l'acquisto. Il twin Ducati non abbaia, ruggisce.
Il pubblico di riferimento è evidente e unico: il pilota impegnato in un campionato Superbike o Superstock, che dispone di un budget da team professionale e di un meccanico in grado di preparare questa macchina tra una sessione e l'altra. Non si tratta di un'evoluzione radicale rispetto alle generazioni precedenti — Ducati lo ammette — ma di un affinamento millimetrico di un pacchetto già molto maturo. Su un mercato dove la concorrenza moltiplica i cilindri e la complessità elettronica, la 1198 F09 mantiene il suo rango con un argomento semplice: i risultati in campionato. In competizione, i palmares si leggono sui podi, non nelle brochure.
Recensioni e commenti
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