Prestazioni chiave
Caratteristiche tecniche
Motore
- Cilindrata
- 125 cc
- Potenza
- 7.6 ch @ 8500 tr/min (5.5 kW)
- Tipo motore
- Single cylinder, four-stroke
- Raffreddamento
- Air
- Alimentazione
- Carburettor
- Distribuzione
- Single Overhead Cams (SOHC)
Telaio
- Trasmissione finale
- Chain (final drive)
Freni
- Freno anteriore
- Single disc
- Freno posteriore
- Expanding brake (drum brake)
Dimensioni
- Interasse
- 1285.00 mm
- Lunghezza
- 2050.00 mm
- Larghezza
- 790.00 mm
- Peso
- 130.00 kg
- Peso a secco
- 120.00 kg
Presentazione
Nel 2009, il brevetto A1 era già un supplizio burocratico, una prova di pazienza per i minorenni o gli automobilisti pentiti. In questo deserto regolamentare, macchine come la Dayang DY125-39 trovavano il loro pubblico per default. Non era una moto che si acquistava, ma una soluzione di mobilità che si accettava.

Il suo monocilindrico quattro tempi da 125 cm3, alimentato da un carburatore e raffreddato ad aria, è la definizione stessa della meccanica senza sorprese. I 7,6 cavalli erogati a 8500 giri/min promettono una vita austera, dove superare un camion dei rifiuti diventa un progetto di giornata. La velocità massima dichiarata di 92 km/h è un ideale teorico, raggiungibile in discesa con il vento alle spalle e dopo una lunga preparazione mentale. La frenata, mista con un disco anteriormente e un tamburo posteriormente, si inserisce nella stessa filosofia dell’anticipazione perpetua.
Con 130 chili sulla bilancia, evita il peccato di obesità che affligge molte delle sue contemporanee cinesi. Il passo di 1285 mm suggerisce una stabilità corretta per un utilizzo urbano, probabilmente il suo unico terreno di gioco legittimo. Il telaio, le sospensioni e gli pneumatici rimangono dei misteri nella scheda, il che ne dice molto sulle priorità del costruttore: l’essenziale è spostarsi, punto finale. La finitura era senza dubbio all’altezza, concepita per durare il tempo del credito o fino all’ottenimento del brevetto A2.
Questa Dayang non aveva la vocazione di far nascere delle passioni. Era lo strumento di transizione perfetto per l’apprendista motociclista costretto dalla legge, o il cittadino pragmatico alla ricerca di un due ruote economico con una manutenzione minimalista. Ricorda un’epoca in cui il segmento del 125cc era un Far West di proposte tecniche molto disuguali. Oggi, di fronte a Honda MSX 125 o Yamaha YBR 125 altrimenti più evolute, essa appartiene alla storia delle curiosità motociclistiche, una testimonianza su cosa il mercato accettava di proporre quando le scelte erano limitate dal portafoglio più che dal desiderio.
Recensioni e commenti
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