Prestazioni chiave
Caratteristiche tecniche
Motore
- Cilindrata
- 1916 cc
- Coppia
- 148.0 Nm @ 4300 tr/min
- Tipo motore
- V2, four-stroke
- Raffreddamento
- Air
- Alesaggio × corsa
- 104.8 x 111.1 mm (4.1 x 4.4 inches)
- Valvole/cilindro
- 2
- Alimentazione
- Injection
- Distribuzione
- Double Overhead Cams/Twin Cam (DOHC)
- Avviamento
- Electric
Telaio
- Telaio
- Stainless steel main structure made with big section tubes, stainless steel engine’s cradle and holder.
- Cambio
- 5-speed
- Trasmissione finale
- Chain (final drive)
- Frizione
- Wet multidisks, with hydraulic control
- Sospensione anteriore
- Upsidedown telescopic fork with 48 mm diameter. Adjustable hydraulic damping and spring preload.
- Sospensione posteriore
- Swingarm with single hydraulic progressive shock absorber. Adjustable hydraulic damping and spring preload.
- Escursione anteriore
- 120 mm (4.7 inches)
- Escursione posteriore
- 127 mm (5.0 inches)
Freni
- Freno anteriore
- Double disc. Wave double floating disks with radial 4 pistons brake calipers.
- Freno posteriore
- Single disc. 2 pistons floating caliper
- Pneumatico anteriore
- 120/70-ZR17
- Pneumatico posteriore
- 190/55-ZR17
Dimensioni
- Altezza sella
- 800.00 mm
- Interasse
- 1576.00 mm
- Lunghezza
- 2197.00 mm
- Larghezza
- 770.00 mm
- Serbatoio
- 15.50 L
- Peso a secco
- 245.00 kg
Presentazione
A volte una moto non è concepita per rispondere a un mercato, ma per incarnare un'idea. La CR&S DUU Conlatusa del 2011 è di questa razza. Con il suo bicilindrico a V da 1916 cm3 lavorato a mano dall'atelier italiano Moto Morini, questa naked impone una presenza fisica che schiaccia ogni nozione di sottigliezza. Un motore da due litri raffreddato ad aria, alloggiato in un telaio in acciaio inossidabile dai tubi di una sezione mostruosa, assomiglia meno a un progetto industriale che a una dichiarazione di principio.

Il blocco motore è il cuore della questione. Un V2 a quattro tempi, con un alesaggio di 104,8 mm e una corsa interminabile di 111,1 mm, non mira a regimi stratospheric. I suoi 148 Nm di coppia disponibili da 4300 giri/min raccontano un'altra storia, quella della spinta primitiva, dell'onda meccanica che vi tira dalle spalle senza aver bisogno di scalare le marce. La trasmissione a cinque velocità e la catena finale sembrano quasi arcaiche in questo contesto, ma corrispondono allo spirito della macchina: robusta, diretta, senza artifici. Il raffreddamento ad aria e l’iniezione elettronica sono le uniche concessioni alla modernità, un equilibrio fragile tra carattere d’antan e affidabilità contemporanea.
La parte ciclo assume pienamente il suo ruolo. Un interasse di 1576 mm e un peso a secco di 245 kg annunciano la stabilità, ma anche una certa solennità in curva. La forcella telescopica invertita da 48 mm e l’ammortizzatore posteriore progressivo sono regolabili, offrendo una base seria per domare la massa. I freni, con i loro dischi flottanti a onde e le pinze radiali a quattro pistoncini davanti, sono dimensionati per arrestare l’inerzia colossale dell’insieme. Gli pneumatici da 120 all’anteriore e 190 al posteriore piantano la bestia con autorità.
Con una sella a 800 mm e un serbatoio da 15,5 litri, la Conlatusa non fa mistero del suo utilizzo. È fatta per il viaggiatore esigente, quello che privilegia la sensazione unica di un grosso bicilindrico a basso regime e la bellezza di una costruzione artigianale sull’efficienza clinica. La velocità massima annunciata di 200 km/h è quasi aneddotica; l’importante si situa tra 3000 e 5000 giri, dove la coppia regna sovrana. È una moto per collezionista illuminato, per quello che comprende che il progresso non si misura sempre in cavalli o in gadget elettronici, ma a volte in anima e in singolarità.
Recensioni e commenti
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