Prestazioni chiave
Caratteristiche tecniche
Motore
- Cilindrata
- 110 cc
- Potenza
- 7.0 ch @ 8000 tr/min (5.1 kW)
- Coppia
- 6.0 Nm @ 6000 tr/min
- Tipo motore
- Single cylinder, four-stroke
- Raffreddamento
- Air
- Valvole/cilindro
- 2
- Alimentazione
- Injection
- Accensione
- C.D.I
- Avviamento
- Electric & kick
Telaio
- Cambio
- 4-speed
- Trasmissione finale
- Chain (final drive)
- Sospensione anteriore
- Hydrolic
- Sospensione posteriore
- Teleskobic
Freni
- Freno anteriore
- Single disc
- Freno posteriore
- Single disc
- Pneumatico anteriore
- 2.50-17
- Pneumatico posteriore
- 2.75-17
Dimensioni
- Altezza da terra
- 150.00 mm
- Lunghezza
- 1900.00 mm
- Larghezza
- 700.00 mm
- Altezza
- 1020.00 mm
- Serbatoio
- 3.00 L
- Peso
- 94.00 kg
- Peso a secco
- 90.00 kg
Presentazione
Gli anni 2000 hanno visto l'arrivo di una miriade di questi piccoli monocilindrici cinesi, promettendo la mobilità a due ruote per poche centinaia di euro. La Zongshen 110-9 del 2005 ne è un archetipo perfetto, una macchina che riassume in sé le ambizioni e i limiti di un'epoca. Con i suoi 110 cm3 e i 7 cavalli liberati a 8000 giri/min, non si parla di prestazioni, ma di pura funzionalità. Questo motore quattro tempi a singolo albero a camme in testa e iniezione, una rarità in questo segmento all'epoca, è progettato per una sola missione: inghiottire i chilometri di asfalto o di pista senza mai fallire. La sua coppia di 6 Nm a 6000 giri/min è appena sufficiente per trainare i suoi 94 kg a pieno, ma lo fa con una frugalità che invidia qualsiasi cilindrata elevata.

Tecnicamente, è un esercizio di spogliazione assoluto. La sospensione anteriore detta "Teleskobic" e l'ammortizzatore posteriore idraulico sono lì per esistere, non per offrire comfort. I freni a disco singolo su ogni estremità fanno il loro dovere senza fronzoli. Il telaio, mai specificato nelle schede tecniche, fa probabilmente uso di acciaio semplice. La trasmissione a catena è accoppiata a un cambio a quattro velocità, il minimo indispensabile per sfruttare i regimi di questo monocilindrico. Con un serbatoio di 3 litri e un consumo irrisorio, l'autonomia diventa quasi teorica. La luce da terra di 150 mm e gli pneumatici da 17 pollici in 2.50 e 2.75 le conferiscono una polivalenza minima, sufficiente per i sentieri battuti.
Comparata a una Honda CG 125 dello stesso periodo, la Zongshen 110-9 appare come sua cugina economica, meno rifinita, meno robusta nei dettagli, ma terribilmente efficace sulla carta. Non ha la leggendaria longevità della giapponese, né la sua raffinatezza meccanica. La sua velocità massima dichiarata di 85 km/h va presa con le pinze, perché raggiungere questa cifra richiede un lungo rapporto favorevole e un vento in poppa. È una moto che vive nei regimi medi, dove il suo piccolo valore di coppia permette di conservare un barlume di brio.
Per chi è fatta? Per lo studente squattrinato, il fattorino urbano alla ricerca del costo di gestione più basso, o l'abitante delle zone rurali che ha bisogno di uno strumento di trasporto indistruttibile e riparabile a basso costo. È l'anti-oggetto motociclistico, priva di qualsiasi fascino superfluo, di qualsiasi pretesa sportiva o estetica. Non lusinga l'ego, compie una missione. In un mercato oggi saturo di scooter con plastiche luccicanti, questa Zongshen ricorda una forma di purezza utilitaristica, quasi brutale. Non la si ama, la si usa. E a volte, è tutto ciò che conta.
Recensioni e commenti
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