Prestazioni chiave
Caratteristiche tecniche
Motore
- Cilindrata
- 998 cc
- Potenza
- 175.0 ch @ 12500 tr/min (128.7 kW)
- Coppia
- 106.9 Nm @ 10500 tr/min
- Tipo motore
- 4 cylindres en ligne, 4 temps
- Raffreddamento
- liquide
- Rapporto di compressione
- 12.4:1
- Alesaggio × corsa
- 77 x 53.6 mm
- Valvole/cilindro
- 5
- Alberi a camme
- 2 ACT
- Alimentazione
- Injection
Telaio
- Telaio
- deltabox V double poutre en alu
- Cambio
- boîte à 6 rapports
- Trasmissione finale
- Chaîne
- Sospensione anteriore
- Fourche téléhydraulique inversée Ø 43 mm, déb : 120 mm
- Sospensione posteriore
- Mono-amortisseur, déb : 130 mm
Freni
- Freno anteriore
- Freinage 2 disques Ø 320 mm, étrier 4 pistons
- Freno posteriore
- Freinage 1 disque Ø 220 mm, étrier 2 pistons
- Pneumatico anteriore
- 120/70-17
- Pneumatico posteriore
- 200/50-17
Dimensioni
- Altezza sella
- 835.00 mm
- Serbatoio
- 18.00 L
- Peso
- 206.00 kg
- Peso a secco
- 173.00 kg
- Prezzo nuovo
- 13 899 €
Presentazione
Ti ricordi di quelle moto che urlavano sui circuiti alla fine degli anni '70, quei gialli sgargianti che conquistavano titoli mondiali con un certo King Kenny al comando? Yamaha ha attinto a questa memoria vivida per vestire la sua R1 del 2006 di un abito celebrativo, un cenno vibrante a mezzo secolo di esistenza. E non si tratta solo di un adesivo. Questo giallo distintivo, quasi aggressivo, è uno stendardo piantato sull'asfalto, una dichiarazione di filiazione diretta con l'età d'oro della competizione. Sul parcheggio di un caffè motard, eclissa tutto. È una moto che non passa inosservata, che racconta una storia prima ancora di accendersi.

Sotto questa livrea commemorativa, tuttavia, batte il cuore della R1 "classica" del 2006, una belva già redattamente riuscita. Il quattro cilindri in linea da 998 cm3, con le sue cinque valvole per cilindro, non è stato ritoccato per l'occasione. Eroga i suoi 175 cavalli a 12.500 giri/min con quella rabbia lineare e quella sonorità rauca che hanno fatto la reputazione del modello. La coppia, di 106,9 Nm, arriva alta nei giri, esigendo di mantenere il motore sul regime di potenza per estrarne la sostanza. Con un peso a secco di 173 kg e un telaio Deltabox in alluminio di una precisione chirurgica, mostra maniere da pista molto marcate. La forcella a steli rovesciati da 43 mm e il monoammortizzatore offrono una regolazione fine per canalizzare questa energia. La frenata, con le sue due pinze radiali a quattro pistoncini davanti, è di una potenza e di un feeling esemplari, capace di riportare posatamente i 206 kg a pieno carico da una velocità teorica massima che si avvicina ai 300 km/h.
È necessario essere chiari: questa edizione 50° è soprattutto una serie speciale estetica. Per coloro che cercavano l'arma assoluta, Yamaha riservava infatti il vero aggiornamento tecnico alla R1 SP, una serie limitata a 500 unità, più corsata e più orientata al circuito. Qui, si paga un supplemento per la storia e l'esclusività visiva. A quasi 14.000 euro all'epoca, il prezzo era consistente, giustificato da questo cachet unico più che da un'evoluzione meccanica.
Allora, per chi è questa belva? Sicuramente non per un principiante, che questa potenza esplosiva e questa posizione di pilotaggio impegnata (sella a 835 mm) potrebbero intimidire. È la moto del collezionista appassionato di storia Yamaha, o del pilota esperto che vuole unire le prestazioni taglienti di una superbike dell'era pre-elettronica a uno stile rétro carico di emozione. Di fronte a una Honda CBR1000RR o una Suzuki GSX-R1000 della stessa epoca, più discrete e a volte più versatili, la R1 50th Anniversary sceglie il suo campo: è l'espressione flamboyante di un patrimonio, una pista di corsa vestita di giallo che esige di essere guidata con convinzione. Un oggetto del desiderio che, al di là dei numeri, parla direttamente all'anima del motociclista.
Informazioni pratiche
- La moto est accessible aux permis : A
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