Prestazioni chiave
Caratteristiche tecniche
Motore
- Cilindrata
- 998 cc
- Potenza
- 220.0 ch (161.8 kW)
- Tipo motore
- 4 cylindres en ligne, 4 temps
- Raffreddamento
- liquide
- Alesaggio × corsa
- 79 x 50.9 mm
- Valvole/cilindro
- 4
- Alberi a camme
- 2 ACT
- Alimentazione
- Injection
Telaio
- Telaio
- périmétrique Diamond en aluminium
- Cambio
- boîte à 6 rapports
- Trasmissione finale
- Chaîne
- Sospensione anteriore
- Fourche téléhydraulique inversée Öhlins Ø nc
- Sospensione posteriore
- Mono-amortisseur Öhlins TTX36
Freni
- Freno anteriore
- Freinage 2 disques Brembo Ø 320 mm, fixation radiale, étrier 4 pistons
- Freno posteriore
- Freinage 1 disque
- Pneumatico anteriore
- 125/70-17
- Pneumatico posteriore
- 200/65-17
Dimensioni
- Peso
- 175.00 kg
- Prezzo nuovo
- 46 444 €
Presentazione
Ventuno. Non uno di più. Ecco tutto ciò che Yamaha acconsente a produrre per celebrare la consacrazione di Toprak Razgatlioglu nel WSBK 2021, quel ragazzino turco che ha spodestato Jonathan Rea dal suo trono dopo sei stagioni di dominio quasi scozzese. Un tempo, per celebrare un campione, si applicava una livrea su una sportiva di serie e se ne producevano qualche centinaio, alla maniera della CBR Rossi o della Ducati Bayliss. Oggi, l'omaggio assume un'altra dimensione, quasi confidenziale, e si esprime attraverso una macchina pensata per la pista, solo per la pista.

Questa R1 World Championship Replica non ha più nulla di una stradale. Dimenticate gli indicatori di direzione, gli specchietti, i fari; tutto quell'armamentario omologato è stato rimosso alla prima occasione. La moto è passata nelle mani di Crescent Racing, la scuderia britannica che prepara proprio le armi di Toprak nel campionato, e il risultato è un puro trasferimento tecnologico. Il quattro cilindri in linea da 998 cm³, già accreditato di 220 cavalli nella versione standard, guadagna una ECU GYTR, uno scarico Akrapovic in titanio e alcune rifiniture meccaniche per sputare 205 cavalli misurati alla ruota posteriore. Contate una ventina di cavalli supplementari rispetto a una R1 di serie, il che colloca la bestiola in un altro universo di accelerazioni, con una velocità massima dichiarata di 300 km/h.
Il vero tour de force si gioca però sulla bilancia. Carenatura in carbonio, pezzi lavorati ovunque fosse possibile, cerchi Marchesini in alluminio forgiato, minuteria Probolt in titanio, e la linea perde 26 chili per attestarsi a 175 kg in ordine di marcia. Solo sette chiletti in più rispetto a una vera Superbike da campionato, ed è proprio questo il punto che fa passare questa R1 dalla categoria omaggio a quella di giocattolo da circuito ultra-credibile. Il rapporto peso/potenza va a stuzzicare riferimenti che di norma restano nei paddock chiusi al pubblico.
Sul fronte della ciclistica, Crescent non è stata certo con la mano leggera. Telaio Diamond in alluminio d'origine, ma forcella rovesciata Öhlins e monoammortizzatore TTX36, impianto frenante anteriore affidato ai Brembo GP4RX da 320 mm di diametro, pinze radiali a quattro pistoncini, il tutto comandato da una pompa RCS Corta Corsa. Gli pneumatici sono slick Pirelli Diablo Superbike SC1 in misura 125/70-17 all'anteriore e 200/65-17 al posteriore, il che equivale a dire che nessuno penserà di tornare a casa sotto la pioggia con queste. Comandi arretrati regolabili, cablaggio racing, filtro BMC, catena DID passo 520 con corona Gandini; il catalogo assomiglia a un ordine effettuato da un team manager del WorldSBK.
Resta la questione spinosa, quella del prezzo. 46.444 euro, ovvero grossomodo 33.000 sterline al tasso di cambio dell'epoca. A questa cifra, la concorrenza diretta si conta sulle dita di una mano amputata. Una Ducati Panigale V4 SP2 si attesta intorno ai 38.000 euro per prestazioni comparabili sulla carta, e una BMW M 1000 RR si muove in una fascia simile. Ma nessuna offre la firma di Toprak sul codone posteriore, il certificato di autenticità controfirmato da Paul Denning, la targhetta del telaio incisa dal meccanico che ha assemblato la macchina, e ancor meno una giornata in pista con un pilota Crescent o un pass VIP per un weekend WSBK. Non ci si rivolge più qui al pistaiolo della domenica, né al gentleman driver raffinato, ma al collezionista che vuole un pezzo di storia recente posato nel suo garage, e che accetterà di non vederla mai rotolare sull'asfalto comune. Yamaha aspettava questo titolo dal 2009, la fabbrica di Iwata se lo regala in pompa magna, e pazienza se solo ventuno privilegiati potranno accaparrarselo.
Informazioni pratiche
- La moto est accessible aux permis : A
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