Prestazioni chiave
Caratteristiche tecniche
Motore
- Cilindrata
- 300 cc
- Potenza
- 23.8 ch @ 6500 tr/min (17.4 kW)
- Coppia
- 18.5 Nm @ 6500 tr/min
- Tipo motore
- Twin, four-stroke
- Raffreddamento
- Liquid
- Rapporto di compressione
- 10.2:1
- Alesaggio × corsa
- 57.0 x 53.0 mm (2.2 x 2.1 inches)
- Valvole/cilindro
- 2
- Alimentazione
- Carburettor. Dual 26mm Keihin Vacuum Carburetor
- Distribuzione
- Double Overhead Cams/Twin Cam (DOHC)
- Lubrificazione
- Forced Lubrication
Telaio
- Cambio
- 5-speed
- Sospensione anteriore
- 39 mm conventional forks
- Sospensione posteriore
- Dual shocks, fully-adjustable.
Freni
- Freno anteriore
- Double disc. 2-piston
- Freno posteriore
- Single disc. 2-piston
- Pneumatico anteriore
- 90/90-21
- Pneumatico posteriore
- 160/90-18
Dimensioni
- Altezza sella
- 610.00 mm
- Interasse
- 1626.00 mm
- Altezza da terra
- 152.00 mm
Presentazione
Nel 2010, mentre Harley-Davidson e Honda Shadow dominavano incontrastate il regno delle piccole custom, un marchio américano-cinese chiamato Johnny Pag tentò una mossa a sorpresa con questa Barhog 300. L’idea era semplice: proporre un look di big twin autentico, con il suo pneumatico anteriore filiforme da 90/90-21 e il pneumatico posteriore obeso da 160/90-18, ma alimentato da un motore da 300 cm3 accessibile ed economico. La scommessa era audace, quasi provocatoria.

Sotto questo serbatoio a goccia d’acqua e questo telaio basso si nasconde un bicilindrico in linea a quattro tempi raffreddato a liquido. Con un alesaggio di 57 mm e una corsa di 53 mm, la sua architettura squadrata lasciava presagire una certa vivacità. Di fatto, i 23,8 cavalli erogati a 6500 giri/min e la coppia di 18,5 Nm allo stesso regime non faranno tremare l’asfalto. La carburazione è assicurata da due carburatori Keihin da 26 mm, una scelta classica per l’epoca che conferisce un carattere franco ma richiede una manutenzione più rigorosa di un’iniezione elettronica. Il consumo dichiarato di 3,6 litri per cento è invece un argomento di peso per il neo-customista con un budget limitato.
Il telaio gioca la carta dell’autenticità cruiser con un interasse molto lungo di 1626 mm e un’altezza sella di soli 61 cm, promessa di una seduta bassa e rilassata. La distanza da terra di 152 mm, essa, ricorda rapidamente i limiti della macchina non appena un viraggio un po’ impegnato si profila. La sospensione anteriore adotta forcelle convenzionali da 39 mm di diametro, mentre il posteriore punta su due ammortizzatori doppiamente regolabili, una dotazione sorprendente in questo segmento. La frenata, con due dischi all’anteriore e uno al posteriore, ciascuno munito di pinze a due pistoncini, sembra corretta sulla carta per una moto di questa carrozzeria e di questa potenza.
Di fronte a una Honda Shadow 600 o anche a una Hyosung GV 650, la Johnny Pag Barhog 300 si posizionava chiaramente come una porta d’ingresso con un look marcato. Si rivolgeva al principiante attratto dall’estetica custom ma spaventato dai pesi massimi del genere, o al motociclista esperto alla ricerca di una seconda macchina rilassata per le passeggiate della domenica senza spendere troppo alla pompa. Il suo retaggio è oggi misto: se ha aperto una via per le piccole custom accessibili, ha anche mostrato i compromessi necessari tra lo stile puro e le prestazioni reali. La si raccomanda a chi guida principalmente per fare piacere a bassa velocità, lungo le strade costiere o in città, e che considera ogni sosta alla stazione di servizio come una vittoria personale.
Recensioni e commenti
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