Prestazioni chiave
Caratteristiche tecniche
Nessuna differenza di specifiche tra queste due annate.
Motore
- Cilindrata
- 992 cc
- Potenza
- 102.0 ch @ 8750 tr/min (75.0 kW)
- Coppia
- 93.2 Nm @ 7250 tr/min
- Tipo motore
- Bicylindre en L à 90°, 4 temps
- Raffreddamento
- liquide
- Rapporto di compressione
- 11.3 : 1
- Alesaggio × corsa
- 94 x 71.5 mm
- Valvole/cilindro
- 3
- Alberi a camme
- 1 ACT
- Alimentazione
- Injection Ø 50 mm
Telaio
- Telaio
- Treillis tubulaire en acier
- Cambio
- boîte à 6 rapports
- Trasmissione finale
- Chaîne
- Sospensione anteriore
- Fourche téléhydraulique inversée Showa Ø 43 mm, déb : 130 mm
- Sospensione posteriore
- Mono-amortisseur Sachs, déb : 148 mm
Freni
- Freno anteriore
- Freinage 2 disques Ø 320 mm, étrier 4 pistons
- Freno posteriore
- Freinage 1 disque Ø 245 mm, étrier 2 pistons
- Pneumatico anteriore
- 120/70-17
- Pneumatico posteriore
- 180/55-17
Dimensioni
- Altezza sella
- 820.00 mm
- Serbatoio
- 21.00 L
- Peso a secco
- 214.00 kg
- Prezzo nuovo
- 11 195 €
Presentazione
Immaginate una macchina che tenta di conciliare due mondi, quello dello sport puro e quello del viaggio sereno. È la sfida che ha affrontato la Ducati ST3 1000 nel 2004, succedendo alla ST2 con un'ambizione chiara: guadagnare in versatilità senza rinnegare il suo DNA di sportiva italiana. La grande novità risiede sotto il serbatoio da 21 litri, dove batte un cuore meccanico rivisto. Gli ingegneri di Bologna hanno ripreso il bicilindrico a L da 992 cm3, ma gli hanno greffate delle testate a tre valvole, un'architettura che promette un migliore riempimento ad alto regime. Risultato, la potenza salta a 102 cavalli, un guadagno sostanziale di 20 cavalli sul modello precedente, anche se la coppia, lei, cede un leggero newton-metro. Questo motore guadagna anche il prezioso raffreddamento a liquido, segno di una ricerca di regolarità e di morbidezza per le lunghe percorrenze.

Sulla carta, la ST3 si posiziona in rivale diretta delle giapponesi come la Honda VFR800, ma con quel carattere latino che fa tutta la differenza. Il telaio a traliccio in acciaio e le sospensioni Showa e Sachs sono ereditati dal modello precedente, ma è a livello dell’equipaggiamento che i progressi sono palpabili. Il nuovo carenatura, con la testa del cannotto ridisegnata, offre una protezione benvenuta contro le intemperie, un punto debole notorio delle prime ST. Il quadro strumenti, moderno e completo, si illumina automaticamente, e il dettaglio che fa la differenza: gli scarichi sono regolabili in altezza per accomodare le valigie o liberare della luce da terra. All'epoca, il suo tariffa si aggirava intorno agli 11.200 euro, un investimento consistente per una sportiva da turismo. Oggi, se vi chiedete qual è il prezzo di una Ducati ST3 1000 2006 sul mercato dell'usato, bisogna puntare su una forbice decisamente più accessibile, riflettendo il suo status di classico moderno.
Ma questa ricerca di comfort ha smussato le sue grinfie? Non totalmente. In sella, a 820 mm dal suolo, si sente immediatamente che questa moto non è una cittadina. Il raggio di sterzata è ampio, e il twin, benché più civilizzato, manca di morbidezza a basso regime, rendendo le manovre delicate. L’embrayage resta fermo, tipico delle Ducati dell’era pre-assistita. È chiaramente una macchina che chiama la strada aperta, la nazionale sinuosa, dove può dispiegare il suo vero temperamento. Una volta lanciata, il motore a tre valvole si rivela: respira liberamente, erogando una spinta franca e lineare non appena il contagiri supera i 4000 giri/min. Le vibrazioni sono presenti ma contenute, ben lontano dalla rudezza delle SuperSport di un tempo.

Il comportamento stradale conferma questa dualità. La forcella a steli rovesciati da 43 mm e l’ammortizzatore Sachs, benché familiari, sono stati affinati per offrire un miglior sostegno. La ST3 si mostra più agile e precisa della sua antenata, inghiottendo le curve con una sicurezza che sorprende per una moto annunciata come turismo. La frenata, con i suoi due dischi da 320 mm all’anteriore, è mordente e progressiva, ispirando fiducia. Non ha il comfort ovattato di una BMW R1150RT, è certo, ma offre in contropartita una vivacità e una connessione emotiva che le tedesche non possono offrire. Sedurrà il viaggiatore sportivo che cerca più carattere di una giapponese, ma che non è pronto ai compromessi estremi di una pura sportiva. È una moto di carattere, imperfetta ma affascinante, che ha saputo valorizzare la ricetta del sport-touring all’italiana.
Informazioni pratiche
- La moto est accessible aux permis : A
Recensioni e commenti
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