Prestazioni chiave
Caratteristiche tecniche
- Pneumatico anteriore
- 100190-18 → 100/90-18
Motore
- Cilindrata
- 973 cc
- Potenza
- 76.0 ch @ 6700 tr/min (55.5 kW)
- Tipo motore
- V2, four-stroke
- Raffreddamento
- Air
- Rapporto di compressione
- 9.3:1
- Alesaggio × corsa
- 88.0 x 80.0 mm (3.5 x 3.1 inches)
- Valvole/cilindro
- 2
- Distribuzione
- Desmodromic valve control
Telaio
- Cambio
- 5-speed
- Trasmissione finale
- Chain (final drive)
Freni
- Freno anteriore
- Dual disc
- Freno posteriore
- Single disc
- Pneumatico anteriore
- 100/90-18
- Pneumatico posteriore
- 130/80-18
Dimensioni
- Serbatoio
- 18.00 L
- Peso
- 230.00 kg
Presentazione
Nel 1986, mentre le case giapponesi affinavano la loro arte dell'iniezione e le sportive italiane di pura derivazione cominciavano a tremare sotto carenature integrate, Ducati presentava un coltellino svizzero. La 1000 S 2 non cerca un assalto frontale contro le CBR 1000 o le GSX-R dell'epoca; propone un'alternativa, una sportività alla vecchia maniera, brutale e carismatica. Con i suoi 973 cm3 di V-twin raffreddato ad aria, il suo aspetto spoglio e i 76 cavalli dichiarati, si rivolge al pilota che pensa che la sensazione cominci dove la carenatura finisce.

Il motore è il personaggio principale di questo spettacolo. Questo V2 a 90°, con la sua alesatura di 88 mm e la sua corsa di 80, respira l'eredità delle bevel drive e delle prime Pantah. Un rapporto di compressione di 9.3:1 lascia presagire una meccanica che non ha bisogno di girare a regimi stratosferici per esistere. I 76 CV a 6700 giri/min sono un dato modesto rispetto alla potenza crescente dei quattro cilindri, ma nascondono una realtà più sottile: la spinta deve essere lineare, la coppia presente fin dai bassi regimi, e il suono, quel ronronio grave e sincopato, fa parte integrante dell'esperienza di guida. Raggiungere i 220 km/h con questa meccanica era un esercizio di pazienza e di maestria, molto più coinvolgente che aprire semplicemente il gas su una moto iper-reattiva.
Con un peso in ordine di marcia di 230 kg e pneumatici in 100/90 anteriormente e 130/80 posteriormente montati su cerchi da 18 pollici, la 1000 S 2 mostra le sue radici. La geometria, ereditata da un'era in cui le curve si prendevano con un po' di slittamento e molta sensibilità, promette sensazioni dirette, forse meno precise di quelle di una GSX-R 750 nuova di zecca, ma probabilmente più comunicative. La frenata, con due dischi anteriormente e uno posteriormente, era considerata solida per l'epoca, anche se richiedeva una presa salda. La trasmissione finale a catena e il cambio a cinque rapporti completano un quadro decisamente meccanico, senza fronzoli elettronici, dove ogni intervento del pilota è una conversazione diretta con la macchina.
Guidare una Ducati 1000 S 2 oggi significa accettare un patto. Rinunci alla performance assoluta, all'aggressività di una pista moderna, all'efficienza clinica. In cambio, ottieni una moto che ha una voce, un carattere, una storia palpabile in ogni vibrazione del suo telaio. È la montura ideale per chi comprende che il piacere non si misura solo con il cronometro o con il numero di cavalli, ma con la purezza del dialogo tra l'uomo e la meccanica. Di fronte alle sportive sovradimensionate del suo tempo, ricopriva il ruolo della spada a una lama, di fronte ai laser: meno tecnologica, ma infinitamente più nobile nel suo gesto.
Recensioni e commenti
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