Prestazioni chiave
Caratteristiche tecniche
Motore
- Cilindrata
- 865 cc
- Potenza
- 60.0 ch @ 6800 tr/min (43.8 kW)
- Coppia
- 71.9 Nm @ 3300 tr/min
- Tipo motore
- Twin, four-stroke
- Raffreddamento
- Air
- Rapporto di compressione
- 9.2:1
- Alesaggio × corsa
- 90.0 x 68.0 mm (3.5 x 2.7 inches)
- Alimentazione
- Injection. Multipoint sequential electonic fuel injection with SAI
- Distribuzione
- Double Overhead Cams/Twin Cam (DOHC)
- Accensione
- Digital-inductive type via engine management system
- Avviamento
- Electric
Telaio
- Telaio
- Tubular steel cradle
- Cambio
- 5-speed
- Trasmissione finale
- Chain (final drive)
- Frizione
- Wet. multi-plate
- Sospensione anteriore
- Kayaba 41mm forks with polished lowers. 120mm travel
- Sospensione posteriore
- Kayaba chromed spring twin shocks with adjustable preload. 96mm rear wheel travel
Freni
- Freno anteriore
- Double disc
- Freno posteriore
- Single disc
- Pneumatico anteriore
- 100/90-R19
- Pneumatico posteriore
- 170/80-B15
Dimensioni
- Altezza sella
- 688.00 mm
- Interasse
- 1598.00 mm
- Lunghezza
- 2365.00 mm
- Larghezza
- 831.00 mm
- Altezza
- 1168.00 mm
- Serbatoio
- 19.30 L
- Peso
- 249.50 kg
Presentazione
Ci siamo nel 2004, e Triumph, appena risorta dalle ceneri, cerca di sedurre l'America senza tradire la sua anima britannica. La Speedmaster dell'epoca è un po' questa risposta audace: prendere la base Bonneville, iniettarle una dose di stile custom, ma mantenendo un temperamento che scoppietta un po' più dell'America. Il risultato? Una macchina che gioca su due tavoli con più convinzione di quanto si sarebbe creduto.

Sotto il serbatoio da 16,6 litri, il bicilindrico parallelo da 790 cm³, calato a 270 gradi, è l'anima della belva. Non ne eroga che 62 cavalli, una potenza modesta oggi, ma è la sua coppia precoce di 60 Nm a partire da 3500 giri/min che fa tutto il sapore. Vibra, ringhia, dona una sensazione viva che i motori più asettici di oggi hanno a volte perso. Questa meccanica, accoppiata a una scatola cinque rapporti con sviluppi accorciati, dona una vivacità sorprendente a questa custom che sfoggia 245 kg con le tasche piene.
Ma dove si colloca veramente questa Triumph Speedmaster? Fa un grande scarto. Da un lato, la posizione pilota, con i piedi in avanti e il manubrio largo, urla la passeggiata nonchalante. Dall'altro, la tenuta di strada è francamente seria per una custom, e la frenata anteriore a doppio disco ispira fiducia. Il tallone d'Achille? Le sospensioni, soprattutto al posteriore, che tendono ad essere secche e a ricordarvi duramente i difetti dell'asfalto. La luce da terra limitata viene anche a temperare rapidamente gli ardori in curva. È una cruiser sportiva che vi invita a giocare, ma che vi rimette in riga presto.

Per chi corre questa macchina? Per chi cerca lo stile custom autentico, senza i pesi e le mancanze di reattività delle grosse cilindrate americane. È una porta d'ingresso ideale nel mondo delle custom, facile da vivere con la sua sella bassa a 720 mm, ma che offre più sensazioni di una semplice sedia a rotelle. Oggi, trovare una Triumph Speedmaster usata di questa generazione è una caccia al tesoro per gli amanti dei classici moderni. Essa prefigura inoltre le evoluzioni verso i modelli 865, poi le Speedmaster 900 e 1200 attuali, più evolute ma anche più asettizzate.

In conclusione, questa Speedmaster 2004 non è una moto perfetta. È un compromesso, a volte ruvido, tra l'estetica rilassata e un temperamento sportivo contrariato. Ma è proprio questo carattere ambiguo, questa autenticità meccanica, che le dà il suo fascino oggi. Un prova su strada Triumph Speedmaster di questa epoca vi convincerà che si può sorridere senza aver bisogno di 100 cavalli, semplicemente con una meccanica che parla e uno stile che non passa inosservato. Per un parere Triumph Speedmaster, il mio è chiaro: è una macchina storica, ben più interessante e viva di quanto la sua scheda tecnica lasci intendere.
Recensioni e commenti
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