Prestazioni chiave
Caratteristiche tecniche
Motore
- Cilindrata
- 250 cc
- Potenza
- 16.1 ch (11.7 kW)
- Tipo motore
- Single cylinder, two-stroke
- Raffreddamento
- Air
- Alimentazione
- Carburettor
- Avviamento
- Electric & kick
Telaio
- Cambio
- 6-speed
- Trasmissione finale
- Chain (final drive)
- Frizione
- Multidisc in oil cath
- Sospensione anteriore
- Inverted
- Sospensione posteriore
- Monoshock
Freni
- Freno anteriore
- Single disc
- Freno posteriore
- Single disc
- Pneumatico anteriore
- 80/100-21
- Pneumatico posteriore
- 110/90-21
Dimensioni
- Altezza sella
- 890.00 mm
- Interasse
- 1330.00 mm
- Lunghezza
- 2000.00 mm
- Larghezza
- 790.00 mm
- Altezza
- 1220.00 mm
- Peso a secco
- 103.00 kg
Presentazione
Ci si chiede a volte cosa rimanga di veramente grezzo, di autenticamente meccanico, nel panorama motociclistico attuale. La Factory Bike AK Series 250 risponde affermativamente con un pragmatismo che sfiora l'insolenza. Qui, niente schermo, niente calcolatore, niente iniezione. Solo un semplice cilindro due tempi raffreddato ad aria e alimentato da un carburatore. I suoi 16 cavalli, annunciati senza nemmeno l’etichetta di un regime preciso, dicono tutto: questa macchina non è una scheda tecnica, è uno strumento. Uno strumento pensato per un solo terreno, il vero, quello dove l’elettronica diventa un handicap.

Con un peso a secco di 103 chilogrammi e una sella a 89 centimetri, l’AK Series assume la sua genealogia enduro pura. Il passo di 1330 millimetri promette stabilità in linea retta sui sentieri ghiaiosi, mentre la sua leggerezza intrinseca garantisce una maneggevolezza a prova di bomba nei sentieri stretti. La forcella a steli rovesciati e il monoammortizzatore, senza marca specificata, sono le uniche concessioni alla modernità strutturale. I freni a disco singolo ad ogni estremità fanno il minimo indispensabile, perché su questa moto, il freno principale rimane il motore e il pilotaggio. Gli pneumatici in 80/100 anteriormente e 110/90 posteriormente, montati su cerchi da 21 pollici, confermano l’intenzione: si è nella configurazione classica, efficace e collaudata dell’enduro da competizione leggero.
Il cuore della belva, questo due tempi 250 cc, è una dichiarazione d’indipendenza. In un mondo ossessionato dalle norme antinquinamento, questo motore dal funzionamento elementare – accensione a volano magnetico, miscela benzina-olio – parla un linguaggio diretto e senza filtri. Il cambio a sei rapporti e la trasmissione finale a catena sono le uniche interfacce tra la potenza bruta e la ruota posteriore. È la semplicità meccanica portata al parossismo. Si immagina immediatamente il suono crepitante, l’odore di olio bruciato, la risposta immediata al colpo di polso. Di fronte ai quattro tempi moderni, spesso strozzati e complicati, questa Factory Bike offre un ritorno alle origini radicale.
Questa moto non si rivolge al motociclista del domenica. Mira il praticante assiduo dell’enduro tecnico, quello per cui ogni grammo conta nei portaggi, quello che sa regolare un carburatore a orecchio e che preferisce l’affidabilità di un sistema basico alla complessità di una mappatura. È una macchina da appassionati, forse persino di puristi, che considera il superfluo come il nemico dell’efficienza in fuoristrada. Non fa compromessi per la strada, non accarezza nel senso del pelo. Richiede know-how, manutenzione, e una certa idea del piacere motociclistico, fatto di rumore, di odori e di sensazioni dirette. Un anacronismo vivente, ed è precisamente questo che fa il suo fascino.
Recensioni e commenti
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