Prestazioni chiave
Caratteristiche tecniche
Motore
- Cilindrata
- 125 cc
- Potenza
- 10.7 ch (7.8 kW)
- Tipo motore
- Single cylinder, four-stroke
- Raffreddamento
- Air
- Lubrificazione
- 2% fuel mix
- Avviamento
- Electric & kick
Telaio
- Telaio
- Monotube
- Cambio
- 6-speed
Freni
- Freno anteriore
- Single disc
- Freno posteriore
- Single disc
- Pneumatico anteriore
- 90/90-21
- Pneumatico posteriore
- 120/80-18
Dimensioni
- Peso a secco
- 107.00 kg
Presentazione
Nel 2006, lanciare un 125 a quattro tempi a singolo albero a camme con soli 10 cavalli sotto il cofano sfiorava quasi la provocazione. Eppure, Tomos, con la sua 125 SE, mirava a una nicchia ben precisa, lontano dalle follie dei giovani patentati assetati di giri-minuto. Questa enduro frugale si rivolgeva a chi cercava soprattutto un passaporto per i sentieri, uno strumento semplice e indistruttibile piuttosto che un razzo.

Il suo monocilindrico da 125 cc, raffreddato ad aria, è la definizione stessa di robustezza spartana. Con 10,7 cavalli erogati a un regime modesto, non bisogna aspettarsi accelerazioni fulminanti. La velocità massima, dichiarata a 95 km/h, è un tetto realistico. La forza di questo propulsore risiede nella sua coppia accessibile e nella sua capacità di inghiottire i cattivi fondi senza fronzoli. Il cambio a sei rapporti è un asso nella manica inaspettato, permettendo di trovare il giusto rapporto, sia su un sentiero tecnico che in transito su una strada provinciale.
Il telaio monotubo e gli pneumatici di dimensioni enduro classica, con un 21 pollici all’anteriore e un 18 al posteriore, confermano l’intenzione primaria: la versatilità tout-terrain. Un peso a secco di 107 chilogrammi promette una maneggevolezza agevole, un vantaggio decisivo per un principiante off-road o per chi deve estrarre la propria macchina da una brutta situazione. I freni a disco unici, all’anteriore e al posteriore, sono ampiamente sufficienti per una meccanica così leggera e poco potente.
Questa Tomos 125 SE non ha mai preteso di rivaleggiare con una Yamaha WR o una KTM EXC. Il suo ruolo era diverso: offrire una porta d’ingresso senza pretese, economica all’acquisto e alla manutenzione, nel mondo dell’enduro. Per l’apprendista avventuriero, il boscaiolo o il rider della domenica che privilegia l’accesso alla natura sulla performance pura, aveva una logica inoppugnabile. Oggi, incarna una certa idea, scomparsa, di moto verde accessibile.
Recensioni e commenti
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