Prestazioni chiave
Caratteristiche tecniche
- Alesaggio × corsa
- 96.0 x 68.8 mm (3.8 x 2.7 inches) → 98.0 x 66.0 mm (3.9 x 2.6 inches)
- Distribuzione
- — → Desmodromic valve control
- Telaio
- Treillis tubulaire en acier → Tubular steel trellis
- Sospensione anteriore
- Fourche téléhydraulique inversée Showa Ø 43 mm, déb : 130 mm → Showa 43 mm fully adjustable upside-down fork with TiN surface treatment
- Sospensione posteriore
- Mono-amortisseur Showa, déb : 148 mm → Progressive linkage with Showa fully adjustable monoshock. Aluminium single-sided swingarm
- Altezza sella
- 803.00 mm → 800.00 mm
- Lunghezza
- — → 2121.00 mm
- Altezza
- — → 1222.00 mm
- Peso
- — → 193.00 kg
Motore
- Cilindrata
- 996 cc
- Potenza
- 113.0 ch @ 8750 tr/min (82.5 kW)
- Coppia
- 95.5 Nm @ 7000 tr/min
- Tipo motore
- V2, four-stroke
- Raffreddamento
- Liquid
- Rapporto di compressione
- 11.6:1
- Alesaggio × corsa
- 98.0 x 66.0 mm (3.9 x 2.6 inches)
- Valvole/cilindro
- 4
- Alberi a camme
- 2 ACT
- Alimentazione
- Injection
- Distribuzione
- Desmodromic valve control
Telaio
- Telaio
- Tubular steel trellis
- Cambio
- 6-speed
- Trasmissione finale
- Chain (final drive)
- Sospensione anteriore
- Showa 43 mm fully adjustable upside-down fork with TiN surface treatment
- Sospensione posteriore
- Progressive linkage with Showa fully adjustable monoshock. Aluminium single-sided swingarm
- Escursione anteriore
- 130 mm (5.1 inches)
- Escursione posteriore
- 148 mm (5.8 inches)
Freni
- Freno anteriore
- Double disc
- Freno posteriore
- Single disc
- Pneumatico anteriore
- 120/70-ZR17
- Pneumatico posteriore
- 180/55-ZR17
Dimensioni
- Altezza sella
- 800.00 mm
- Interasse
- 1440.00 mm
- Lunghezza
- 2121.00 mm
- Altezza
- 1222.00 mm
- Serbatoio
- 15.00 L
- Peso
- 193.00 kg
- Peso a secco
- 193.00 kg
- Prezzo nuovo
- 12 495 €
Presentazione
Dieci anni fa, il roadster è stato scosso da un animale dalla silhouette spoglia. Ducati, con la sua Monster 900, aveva lanciato una bomba. Ma per gli italiani, non ci si accontenta mai di una buona idea, bisogna renderla ossessiva. Così è stato innestato il cuore di una 916, dando vita alla Monster S4. E lì, come per sfidare ogni logica, si è spinto ancora oltre. È così è nata la S4 R nel 2004, una belva che non ha nulla di un giocattolo: le è stato installato addirittura il V2 da 996 cm3, quello dei campionati Superbike, il motore che urlava sotto Fogarty. Il risultato? Un roadster che non è altro che un nome, ma la cui anima è puramente da pista.

Visivamente, non passa inosservata. Il forcellone mono braccio in alluminio, ereditato dalla 900 MH, è un'opera d'arte meccanica. I due silenziatori alti e accostati le conferiscono un'attitudine aggressiva. L'unico neo estetico è questo catalizzatore voluminoso che viene a rovinare la linea pulita. Ma l'essenziale è sotto il serbatoio: questo twin da 996 cm3 sporge ovunque, promettendo sensazioni grezze. Con 113 cavalli a 8750 giri/min e una coppia di 95,5 Nm, i numeri sono eloquenti. Sulla bilancia, i 193 kg a pieno carico non la rendono una piuma, ma la sua concentrazione delle masse e il suo interasse di 1440 mm le conferiscono una vivacità sorprendente nei tornanti.
Sulle strade tortuose, si comporta come una sportiva travestita. La forcella Showa a stelo rovesciato da 43 mm, completamente regolabile, e il monoammortizzatore associato al forcellone progressivo offrono una sensazione precisa. Eppure, una volta in movimento, si vorrebbe un po' più di stabilità in curva. Non è nervosismo fuori posto, ma un carattere un po' troppo vivace che richiede una mano ferma. La belva non è cattiva, è solo esigente. E quando si apre il gas, tutto si spiega. Il bicilindrico a V eroga la sua coppia con una generosità ingannevole, poi esplode nei regimi alti con una rabbia che ricorda la 996 originale. La frenata, affidata a un insieme Brembo, è di un'efficacia e di una progressività esemplari, decisamente superiore a quella della Monster 1000 dell'epoca.
La posizione di guida è tipica delle naked sportive: leggermente inclinata in avanti, il manubrio basso offre un controllo diretto. Ma è un'italiana, con tutto ciò che ne comporta di fascino e di difetti. I comandi hanno guadagnato in dolcezza, tranne la frizione idraulica che rimane notoriamente dura, un richiamo che il comfort non era la priorità. Su strada più veloce, la S4 R rivela il suo vero temperamento. Ingoia l'asfalto con un'allungo impressionante e una velocità massima di 240 km/h che non è un inganno. Confrontata alla sua sorella S4, è decisamente più cattiva, più radicale. La finitura non è eccezionale, ma non è il punto. A quasi 12.500 euro all'epoca, costava quasi il prezzo di una sportiva pura, ma offriva un'esperienza decisamente più esaltante e coinvolgente.
Questo roadster non è chiaramente fatto per la città o i tragitti quotidiani. Con un serbatoio da 15 litri e una sella a 800 mm, mira al turista sportivo o all'appassionato di emozioni forti che cerca l'adrenalina di una Superbike senza la posizione estrema. Di fronte a concorrenti come la Honda Hornet 900 o la Yamaha FZ1, più educati e versatili, la Monster S4 R assume pienamente il suo ruolo di macchina da passione, esigente, brutale e terribilmente carismatica. È un distributore di emozioni pure, un concentrato di follia meccanica che non fa sconti, ma che vi regala ricordi per la vita.
Informazioni pratiche
- La moto est accessible aux permis : A
Recensioni e commenti
Nessuna recensione al momento. Sii il primo a condividere la tua opinione!