Prestazioni chiave
Caratteristiche tecniche
Motore
- Cilindrata
- 124 cc
- Potenza
- 15.0 ch @ 9000 tr/min (11.0 kW)
- Coppia
- 12.3 Nm @ 8000 tr/min
- Tipo motore
- Monocylindre, 4 temps
- Raffreddamento
- liquide
- Rapporto di compressione
- 11.2 : 1
- Alesaggio × corsa
- 52 x 58.6 mm
- Valvole/cilindro
- 4
- Alberi a camme
- 1 ACT
- Alimentazione
- Injection
Telaio
- Telaio
- type Deltabox en acier
- Cambio
- boîte à 6 rapports
- Trasmissione finale
- Chaîne
- Sospensione anteriore
- Fourche téléhydraulique Ø 33 mm, déb : 130 mm
- Sospensione posteriore
- Mono-amortisseur, déb : 125 mm
Freni
- Freno anteriore
- Freinage 1 disque Ø 292 mm, étrier 2 pistons
- Freno posteriore
- Freinage 1 disque Ø 230 mm, étrier simple piston
- Pneumatico anteriore
- 100/80-17
- Pressione anteriore
- 1.80 bar
- Pneumatico posteriore
- 130/70-17
- Pressione posteriore
- 2.00 bar
Dimensioni
- Altezza sella
- 818.00 mm
- Serbatoio
- 13.80 L
- Peso
- 138.00 kg
- Peso a secco
- 127.00 kg
- Prezzo nuovo
- 3 999 €
Presentazione
Vi ricordate di quell'epoca in cui una 125 poteva farvi sognare quasi quanto una mille? Nel 2010, Yamaha ha portato il concetto al suo parossismo con questa YZF-R 125 Team Race Replica. Non era semplicemente un'altra colorazione, era un atto di fede, una dichiarazione d'intenti rivolta a tutti i giovani piloti in erba. Il costruttore giapponese osava vestire la sua più piccola sportiva, appena 15 cavalli sotto la carenatura, con l'equipaggiamento da battaglia della M1 di Valentino Rossi. Il blu Fiat, gli adesivi Packard-Bell, il famoso 46 discretamente posizionato, tutto vi era per trasformare ogni tragitto in un giro d'onore immaginario. Per circa 4000 euro, acquistavate molto più di un mezzo di trasporto, accedevate a uno status.

Tecnicamente, restava la lama affilata che si conosceva. Il suo monocilindrico quattro tempi da 124 cm³, sebbene limitato a 11 kW, si mostrava vivace e giocoso, richiedendo di essere mantenuto al di sopra di 8000 giri/min per sprigionare i suoi 12,3 Nm di coppia. Con un peso a secco di 127 kg, era agile come una libellula. Il telaio Deltabox in acciaio, ereditato dalla genealogia sportiva del marchio, offriva una rigidità rassicurante, mentre la forcella da 33 mm e il monoammortizzatore assicuravano un comportamento serio, ben al di là delle semplici necessità di una A1. La frenata, con un disco da 292 mm all'anteriore, era francamente onesta. Era una macchina che vi insegnava ad andare in moto, a cercare i rapporti della sua trasmissione a sei velocità, ad anticipare. La sua velocità massima dichiarata di 124 km/h era un obiettivo da raggiungere, non una semplice dato su carta.
Ma guardiamo le cose in faccia, l'attrazione principale di questa Replica era puramente emotiva. All'epoca, nessuna concorrente – che si chiami CBR125R o Aprilia RS4 125 – proponeva un tale livello di dettaglio e di omaggio alle corse. Era un colpo di marketing geniale, ma anche una vera passerella verso la passione motociclistica. Il pubblico target era evidente: il giovane brevetto, orgoglioso, esigente sullo stile e già morso dall'universo del circuito. Questa moto gli diceva che faceva parte del club, anche per strada verso il liceo.
Oggi, questa Replica è diventata un piccolo oggetto da collezione, una testimonianza di un'epoca in cui Yamaha flirtava con il genio del marketing. Aveva i suoi difetti, certo: una potenza molto limitata per i lunghi dislivelli, una sella da 81,8 cm a volte alta per le persone di statura modesta, e un prezzo che si impennava per l'estetica. Ma assumeva perfettamente il suo ruolo di prima sportiva, molto più coinvolgente e formativa di una semplice moto da turismo camuffata. Dimostrava che si poteva avere lo spirito di una R1 anche con il cuore di una 125. Una lezione che alcuni costruttori sembrano aver dimenticato.
Informazioni pratiche
- La moto est accessible aux permis : A
Recensioni e commenti
Nessuna recensione al momento. Sii il primo a condividere la tua opinione!